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BRAVO CASTRILLÒN, FORZA WILLIAMSON! |
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DON CURZIO NITOGLIA 10 ottobre 2009 http://www.doncurzionitoglia.com/castrillon_williamson.htm
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*** Egli ha fatto notare che nel 1989, quando per la prima volta monsignor Richard Williamson difese, in Canada, la credibilità storica del rapporto Leuchter e dell’editore Zündel «dava la sua opinione su un libro che proponeva un’analisi storica dell’olocausto, che molti di noi non condividono […]. Egli è un uomo onesto […], dice quello che pensa. […]. Il genocidio del popolo ebraico è un atto moralmente condannabile. Però dire che ci sono stati cinque morti anziché dieci, non è un giudizio immorale, ma un errore storico […]. Secondo me, non ha mai negato il genocidio contro gli ebrei. Lo ha ridotto. È una questione storica. Il problema morale si situa esclusivamente a livello del genocidio razzista. […]. Il negazionismo non riguarda la Fede della Chiesa». *** Ciò che mi ha colpito maggiormente in questa intervista è il fatto che un prelato cosiddetto “conciliare” non si è stracciato le vesti, non ha gridato allo scandalo (farisaico) per un’opinione che tende a “rivisitare” un fatto storico, non ha lanciato scomuniche, condanne, non ha chiesto di prendere provvedimenti disciplinari, poiché è stata “negata” o meglio “rivisitata” la shoah (e con essa il dialogo inter-religioso). Invece, nel gennaio 2008 quando scoppiò il secondo caso Williamson, che fu chiamato in Germania dalla TV svedese a discolparsi per quello che aveva affermato venti anni prima in Canada, una sorta di ‘isteria collettiva e mediatica’ si impadronì delle menti di molti e li portò a dare addosso ad un Vescovo al quale era stato fatto uno sgambetto, invece di aiutarlo a rialzarsi. *** La seconda cosa che mi fa riflettere è il contegno dignitoso di monsignor Williamson, il quale ha preferito tacere (silentium Christus est, diceva sant’Agostino) pur avendo le capacità intellettuali e morali per rispondere e confutare le urla scomposte di chi lo insultava senza addurre alcuna prova storica, scientifica o teologica contro lui. ***
Temo che la smania di apparire “normali”, “per bene”, di
non essere perseguitati, abbia giocato un brutto scherzo a molte persone e
potrebbe giocarlo anche a noi. In breve è successo proprio ciò contro cui ci
mette in guardia L’Imitazione di Cristo: “la maggior parte dei
problemi che assillano, turbano e inducono in errore gli uomini, dipendono
dal desiderio di essere stimati e dal timore di essere disprezzati”.
Tuttavia, errare humanum est, perseverare diabolicum. Tutti possiamo
sbagliare, l’essenziale è voler correggersi. Cerchiamo, tutti, di
farci un serio esame di coscienza (invece di criticarci a vicenda) per
vedere se questi due sentimenti (desiderio di stima e timore del
disprezzo) alberghino nel nostro animo e di scacciarli, con l’aiuto
della grazia di Dio, altrimenti rischiamo di fare la *** Per concludere: facciamo tutti una preghiera per monsignor Williamson affinché Dio gli conceda di tener duro e in tal modo aiuti anche noi a non cedere. Un grazie al cardinal Castrillòn. La Chiesa non cessa di stupirci, Sant’Agostino diceva: “Quante pecore fuori e quanti lupi dentro!”. Forse - mi si perdoni la “battuta” - invieranno anche il cardinal Castrillòn a Wimbledon, così il vescovo e il cardinale si faranno compagnia e potranno giocare a tennis in due.
DON CURZIO NITOGLIA
10 ottobre 2009 http://www.doncurzionitoglia.com/castrillon_williamson.htm
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