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«L’esame si è esteso proprio a quella massoneria
che è ben disposta nei riguardi della Chiesa cattolica; e anche qui
si sono dovute constatare delle difficoltà insuperabili»
(‘Conferenza Episcopale Tedesca’, Dokumentation, n° 10, 12
maggio 1980, cap. IV, § 11).

Prologo
In ambiente teoconservatore è diffusa l’idea che
mentre la massoneria latina (francese, italiana e sud-americana) è
inconciliabile col cattolicesimo, poiché anticlericale, irreligiosa
ed anche atea, quella anglo-americana, invece, essendo deista e non
anticristiana né tanto mano anticlericale, potrebbe essere
conciliabile col cattolicesimo. Per cui l’appartenenza del cattolico
alla massoneria anglo-americana sarebbe lecita. Il fatto che i Papi
da Clemente XII
(enciclica In eminenti, 20 aprile 1738) sino a
Pio XII (L’Osservatore
Romano, 19 marzo 1950, articolo “Nulla è cambiato nella
legislazione della Chiesa rispetto alla massoneria”, firmato dal
‘Maestro dei Sacri Palazzi’, il teologo ufficiale del Papa, padre
Mariano Cordovani)
abbiano emesso circa 586 condanne della massoneria non proverebbe
nulla dacché essi non conoscevano ancora la distinzione delle due
massonerie, delle quali una malvagia, ma l’altra buona ed hanno
incluso nelle condanne della massoneria sia quella latina
(giustamente condannabile), sia quella anglo-americana (la quale,
invece, oramai sarebbe compatibile col Cristianesimo e non cadrebbe
più sotto condanna).
Nell’ultimo dopo-guerra, invece, la massoneria,
specialmente quella anglo-americana, avrebbe svelato quasi
totalmente i suoi veri connotati filosofici essoterici, profani o
pubblici, il cui significato è comprensibile anche al pubblico
dei non iniziati ai segreti della massoneria,
ed avrebbe mostrato, così, come essa non ha nulla di contrario verso
la Chiesa cattolica, la quale, perciò, dovrebbe aprirsi anche al
dialogo inter-religioso con la massoneria anglo-americana. Inoltre
anche in vari Paesi latini vi sono delle logge che preferiscono non
seguire la “tradizione” anticlericale della massoneria ufficiale
latina ma si rifanno a quella ‘deista’ della massoneria
anglo-statunitense. Infine la mutazione, che avrebbe subito la
massoneria nei Paesi in cui era stata sciolta dai Regimi
dittatoriali (Italia e soprattutto Germania), ha portato la
massoneria - specialmente quella tedesca - a far visionare i propri
‘Statuti’ sino al 3° grado (pubblico, essoterico, non
iniziatico)
dalla ‘Conferenza Episcopale Tedesca’ verso la fine degli anni
Settanta.
Dichiarazione della ‘Conferenza Episcopale Tedesca’
●Dal 1974 sino al 1980, per lunghi sei anni, si
svolsero tra la “Conferenza Episcopale Tedesca” (d’ora in poi
“CET”) e le “Grandi Logge Unite” della massoneria germanica
(d’ora innanzi “GLU”) dei dibattiti ufficiali al fine di appurare se
veramente nella massoneria non anticlericale, di origine
anglo-americana, si fosse prodotto un cambiamento sostanziale di
vedute filosofiche tale da giustificare l’appartenenza dei cattolici
alla massoneria non apertamente irreligiosa come quella latina. La
Chiesa ha potuto studiare ed esaminare la documentazione massonica
messa a sua disposizione dalle “GLU” tedesche. La questione se la
massoneria fosse cambiata essenzialmente è stata sviscerata
profondamente a partire dai ‘Documenti ufficiali’ della massoneria
stessa, ed ha avuto una risposta chiara e definitiva nel 1980 da
parte della “CET” (rara avis, nei tempi che corrono). Infatti
era necessario studiare la natura e la dottrina oggettiva della
massoneria stessa per potere condurre un esame veramente oggettivo
del problema dei rapporti catto-massonici occorreva studiare i ‘Rituali
ufficiali’ della massoneria, a prescindere dal sentire
soggettivo del singolo massone, la massoneria tedesca
mise a disposizione dell’Episcopato germanico i suoi ‘Rituali’
sino al 3° grado.
●La Rivista ufficiale della “CET”, Dokumentation,
n° 10 del 12 maggio 1980, ha riportato e pubblicato le
conclusioni cui sono pervenuti i Vescovi tedeschi. Sino ad ora, in
vari articoli sulla massoneria, le ho citate soltanto en passant,
nel presente articolo riporto le più significative e le commento
brevemente.
La
lotta comune contro il materialismo ateo come punto di partenza
Questo trabocchetto della ‘mano tesa’ ai cattolici per
agire unitamente ai massoni deisti è stato anche quello del
“catto-comunismo revisionista” di
Bloch e
Rodano verso i
“cristiani per il socialismo dal volto umano”, per cui cattolici e
comunisti non strettamente atei e materialisti avrebbero potuto e
dovuto lottare assieme per “un mondo migliore”. Tale trappola
l’abbiamo già studiata in questo stesso sito e il lettore può
rifarsi a tali articoli per avere la risposta
esauriente. Esso è purtroppo pure quello che anima il pan-ecumenismo
estremo e “radicale” di ‘Assisi I e II’ (1986-2011), nato da quello
iniziale e “mitigato”, con Unitatis redintegratio e Nostra
aetate, durante il Concilio Vaticano II (1965), il quale si
avvale della scusa della lotta contro l’ateismo materialista per
unire tutte le religioni del mondo - purché credano in una vaga
Deità - in giornate di preghiera e in ‘assisi’ o ‘sedute’ di dialogo
costante, per ottenere la pace interna ed esterna nel mondo, messa
in pericolo dall’ateismo e dal materialismo. La risposta lucida e
penetrante della “CET” riguardo alla massoneria detta ma
non dimostrata come “cambiata”, ci aiuterà a capire se lo stesso
suo argomentare possa essere applicato al catto-comunismo (argomento
già affrontato varie volte in questo spazio web) e al pan-ecumenismo del Concilio e
del post-concilio.
La
risposta della Chiesa
La “CET” alla fine dei sei anni d’incontri e di studi
sui ‘Rituali’ massonici deve constatare che tra Chiesa e massoneria
vi sono «contrasti fondamentali ed insuperabili. La massoneria
non è mutata nella sua essenza. […]. L’appartenenza
contemporanea alla Chiesa cattolica e alla massoneria è esclusa» (Dokumentation,
n° 10 del 12 maggio 1980, cap. III, § 4). L’ermeneutica della
discontinuità tra vecchia e nuova massoneria, affermata dai
massoni tedeschi, non è stata provata da essi, anzi la “CET” ha
dimostrato l’esatto contrario, vi è perfetta e sostanziale
continuità tra la dottrina della massoneria antica e quella
contemporanea ed inoltre non vi è sostanziale diversità tra
massoneria latina e quella anglo-americana, ma sussistono solo delle
sfumature accidentali, quanto al modo di operare, che rendono
inconciliabile la dottrina della Chiesa con quella della massoneria
anche anglo-americana. Ogni asserto va dimostrato non basta
enunciarlo affinché esso sia ipso facto vero. Altrimenti si
passerebbe dall’ordine ideale o logico a quello reale o ontologico:
siccome penso e dico di essere miliardario, sono realmente
miliardario. È il vecchio argomento ontologico, che scambia l’idea
per la realtà. Quod gratis affermatur, gratis negatur.
I
motivi dell’incompatibilità
1°) La
filosofia massonica
«La visione del mondo dei massoni non è fissata in
maniera vincolante. Prevale la tendenza umanitaria ed etica. […].
Non si constata l’esistenza di un’ideologia comune vincolante.
Invece il relativismo appartiene alle convinzioni
fondamentali della massoneria» (Ibid., cap. IV, § 1).
Vale a dire non vi è un ‘Credo’ o una dottrina unica e obbligatoria,
tuttavia la conditio sine qua non per far parte della
massoneria è il relativismo, ossia il principio che nega il valore
oggettivo della verità naturale (adaequatio rei et intellectus:
è certamente ed oggettivamente vero ciò che è conforme alla realtà,
2+2=4) e Rivelata. Questo soggettivismo filosofico-teologico porta a
negare, naturalmente, la possibilità per l’intelletto umano di
conoscere con certezza l’essenza delle cose (nichilismo filosofico),
e, nell’ordine soprannaturale, nega la possibilità di conoscere
oggettivamente la Rivelazione divina (nichilismo teologico o
apofatismo). La conclusione del relativismo soggettivistico (ogni
conoscenza è relativa al soggetto conoscente e non perviene ad una
realtà oggettiva extramentale) è l’agnosticismo (è impossibile
cogliere la realtà e quindi non si può affermare nulla su di essa) e
quindi l’indifferentismo religioso (tutte le religioni si
equivalgono, nessuna è oggettivamente vera e obbligatoria
esclusivamente). La massoneria è pluralista, non-esclusivista.
Tuttavia il singolo massone può aderire ad una religione, ma
non deve mai reputarla e presentarla come esclusivamente,
oggettivamente e realmente vera, poiché la natura della massoneria
in sé considerata è il pluralismo non esclusivista e il
soggettivismo relativistico.
2°) Il
concetto di “verità” della massoneria
«I massoni negano la possibilità di una conoscenza
oggettiva della verità. […]. La relatività di ogni verità
rappresenta la base della massoneria» (Ib., cap. IV, § 2). Da
un punto di vista puramente razionale, filosofico e naturale: tutto
è relativo al soggetto conoscente, l’oggettività del reale è negata
per affermare il principio irrinunciabile del soggettivismo, che
sfocia nel relativismo e nel pluralismo filosofico-religioso e
questo principio è assolutamente indiscutibile per la massoneria in
sé considerata, sia latina sia anglo-americana. Quindi, anche dal
punto della sola retta ragione non vi è conciliabilità tra la
dottrina cattolica e quella massonica. Mentre dal punto di vista
teologico, di Fede e soprannaturale si arriva al «rifiuto, per
principio, di tutte le posizioni dogmatiche, che si esprime nella
proposizione del Lessico massonico, “Tutte le istituzioni a
fondamento dogmatico, la più eminente delle quali può essere
considerata la Chiesa cattolica, esercitano coercizione alla fede” (Eugen
Lennhoff – Oscar Posner, Internationales Freimaurer
Lexicon, Vienna, 2a ed., 1975, col. 1300) Un tale concetto di
verità non è compatibile con il concetto cattolico di verità, né dal
punto di vista della teologia naturale, né da quello della teologia
dogmatica della Rivelazione» (Ivi). Quindi non solo dal punto
di vista filosofico-metafisico (che sfocia nella dimostrazione
razionale dell’esistenza di Dio o ‘teologia naturale’), ma anche dal
punto di vista teologico soprannaturale (il “Credo” rivelato da Dio
sub ratione Deitatis) la massoneria, grazie al suo
soggettivismo relativista, è incompatibile con la dottrina
cattolica. Infatti nulla è oggettivamente vero per la massoneria, ma
tutto va interpretato secondo le nostre categorie soggettive, che
relativizzano sia la verità naturale sia quella soprannaturale o
rivelata.
3°) Il
concetto di “religione” della massoneria
●Anche la religione è concepita dalla massoneria in
maniera soggettivistica e relativistica: «tutte le religioni
sono motivi concorrenti di esprimere la verità divina, che è
irraggiungibile. Infatti, a questa verità divina è adeguato solo il
simbolismo della massoneria,
che racchiude molteplici significati e la cui interpretazione è
lasciata alle capacità interpretative del singolo massone» (Ib.,
cap. IV, § 3).
●Ossia tutte le religioni e le filosofie di cui
si servono si equivalgono, esse sono tutte egualmente
inadeguate a conoscere e a parlare di Dio e persino della realtà
naturale filosofica. Solamente la massoneria, che è al di sopra di
tutte le religioni e di tutte le filosofie realistiche e
metafisiche, ha un approccio simbolico soggettivistico con la realtà
extramentale, la religione e con Dio, il quale non è conosciuto
tramite la Rivelazione e le formule dogmatiche che la esprimono e
definiscono realmente, ma attraverso simboli che la rappresentano
o raffigurano soltanto. La Chiesa ammette un certo simbolismo
(per es. l’acqua del Battesimo simboleggia la purificazione
dell’anima come l’acqua lava e purifica il corpo, però nello stesso
tempo il Battesimo purifica realmente e non solo figurativamente o
simbolicamente l’anima dal peccato originale), ma il simbolismo ‘in
senso lato’ del cattolicesimo non esclude la capacità
razionale di conoscere realmente e oggettivamente l’essenza della
realtà e la verità, senza fermarsi alle apparenze e ai fenomeni
sensibili. Ora il simbolismo ‘in senso stretto ed esclusivo’
(tutto è solo ed esclusivamente simbolico) è un concetto oltre che
massonico anche modernistico. Infatti il modernismo classico
condannato da San Pio X
(Lamentabili, 13 luglio 1907; Pascendi, 8 settembre
1907; Sacrorum Antistitum, 1° settembre 1910) si serve del
simbolo, del contrassegno o del segno di riconoscimento per
rappresentare o raffigurare la verità dogmatica, la quale
è solo rappresentazione e non può essere conosciuta neppure
imperfettamente o analogicamente tramite la ragione illuminata
dalla Fede, che è una Virtù soprannaturalmente infusa da Dio
nell’anima, la quale dà realmente all’intelletto umano la capacità
di aderire ad una verità espressa da una formula: per es. Dio è
L’Essere stesso sussistente, Uno nella Natura e Trino nelle Persone.
Il modernismo come la massoneria hanno mutuato dalle antiche
religioni e soprattutto dalla cabala il simbolismo e lo hanno
applicato in senso stretto, esclusivo e scientificamente al
dogma, che non ha più, come vuole la Chiesa e il Magistero
tradizionale, un valore teoretico adeguato all’oggetto anche se non
perfetto o totale, ma solo ed esclusivamente un valore simbolico o
pratico, in quanto esprime solamente un’interpretazione
rappresentativa o figurativa di un fatto religioso. Per esempio
quando la Chiesa definisce che Dio è Padre, tale formula dogmatica
per il Magistero tradizionale significa veramente e
oggettivamente la Paternità di Dio verso gli uomini che sono
realmente e non solo figurativamente suoi figli,
naturalmente, in quanto sue creature, e, soprannaturalmente, se
hanno in sé la Grazia santificante, la quale li rende realmente e
non solo simbolicamente figli adottivi di Dio e partecipi della
sua Natura divina, in maniera limitata e finita. Invece per la
massoneria, per l’esoterismo (cfr.
Frithjof Schuon,
Unità trascendente delle religioni, Roma, Mediterranee, 2a
ed., 1997),
come per il modernismo, siccome l’uomo non può conoscere con
certezza la realtà e tanto meno Dio, mediante concetti e formule
dogmatiche, allora lo simboleggia o rappresenta,
esclusivamente e solamente, come un ‘padre’ senza che lo sia
realmente affinché l’uomo si perfezioni eticamente e
praticamente, comportandosi come se fosse un figlio senza
esserlo veramente. In questo modo il simbolismo esclusivistico
massonico e modernistico cerca di svuotare tutta la dottrina
cattolica rivelata da Dio e definita dal Magistero a sola e pura
simbologia senza nessun significato reale, razionale o
teoretico. Ora è vero che il linguaggio e il concetto umano non
possono esprimere totalmente e perfettamente Dio e i suoi
Misteri e neppure totalmente tutta la realtà naturale, ma
attraverso l’analogia giungono a conoscere, veramente ed
oggettivamente, qualcosa della realtà e a parlare in maniera
corretta della realtà naturale e ad interpretare mediante formule
dogmatiche la Verità divinamente rivelata, senza equivocare e cadere
nell’agnosticismo e nel nichilismo teologico o apofatismo o nel puro
ed esclusivo simbolismo (anche
Lutero animato dalla filosofia nominalistica, che nega la
capacità di conoscere la realtà, rendeva tutto simbolo, per esempio
per lui quando Gesù disse sul pane: “Questo è il Mio Corpo”, non ha
realmente cambiato o transustanziato il pane nel suo Corpo,
ma ha voluto solo dire che il pane consacrato alla Messa
simboleggia il suo Corpo. Lo stesso per il neo modernismo: per
esempio E. Schillebeeckx, non parla più di transustanziazione,
passaggio reale della sostanza del pane nella Sostanza del Corpo di
Gesù, ma di ‘transignificazione’: ossia il pane significa o
simboleggia soltanto il Corpo di Gesù).
●Perciò anche se la massoneria anglo-americana,
rifacendosi alle “Costituzioni” di
James Anderson
del 1723
e agli “Antichi Doveri” del 1735 (una variante o
aggiunta alle ‘Costituzioni’ di Anderson) afferma che «il massone è
tenuto ad obbedire alla legge morale, […] non sarà mai uno
sfrontato negatore di Dio, né un libertino sfrenato» (Ivi),
essa è comunque inconciliabile con la retta filosofia e la Fede e la
Morale cattolica, dato il relativismo soggettivistico filosofico,
che permea il deismo e il moralismo massonico, totalmente diversi
dal cattolicesimo.
4°) Il
concetto di “Dio” della massoneria
●La massoneria rimpiazza il Dio personale e
trascendente con il “Grande Architetto dell’Universo”. Ciò
non è sufficiente. Infatti Dio è Creatore di tutto ciò che esiste a
partire dal nulla, mentre il “Grande Architetto” organizza una
materia pre-esistente e le dà una forma. Esso è una sorta di
Demiurgo, Eone o “Semidio”, essenzialmente distinto dal Dio della
religione cattolica e anche dalla Causa Prima incausata dimostrata
con la ragione naturale, dalla metafisica dell’essere, a partire
dalle creature e risalendo dall’effetto alla causa.
(Cfr. Sap. XIII,
Rom., I; S. Th, I, q. 2, a. 3; Conc. Vat.
I,
sess. III, can. 2). La “CET” asserisce: «si tratta di una concezione
di Dio di stampo deistico. In tale contesto non vi è nessuna
conoscenza oggettiva di Dio nel senso del concetto personale
di Dio del Teismo. Il “Grande Architetto dell’Universo” è un
“Esso” neutrale, indeterminato, indefinito, aperto ad ogni
possibile comprensione. Ognuno può immettervi la propria concezione
di Dio, il cristiano come il musulmano [e l’ebreo], il
confuciano come l’animista o l’appartenente a qualsiasi religione.
L’ “Architetto dell’Universo” non è per la massoneria un Essere per
Se Sussistente, nel senso di un Dio personale e trascendente; perciò
per riconoscere e credere nel “Grande Architetto” basta un
arbitrario sentimento religioso» (Ib., cap. IV, § 4).
●Per la massoneria Teocentrismo e Antropocentrismo
sono conciliabili alla luce del soggettivismo relativistico “letto
alla luce della Tradizione primordiale” e della filosofia
immanentistica massonica. Dio può esser il mondo, il mondo può
essere Dio (panteismo pan-cosmista o a-cosmista). Dio può essere la
materia in perenne evoluzione (Teilhard
de Chardin), come il Pensiero assoluto hegeliano o il
proletariato in continua lotta di classe (Marx
e Teologia della Liberazione). Dio è tutto e il contrario di tutto e
questo è il modo migliore per negare astutamente, implicitamente e
non sfrontatamente la Sua esistenza reale ed oggettiva,
conformemente alla filosofia della massoneria anglo-americana, che è
più pericolosa di quella latina, perché più nascosta ed insidiosa e
‘non sfrenata’ ma “compassata”… in tutti i sensi. Infatti
mentre la seconda esplicitamente nega Dio e la religione, la prima
li deforma, li svuota e ne cambia sostanzialmente la natura, pur
lasciando solo il nome, proprio come il modernismo, che è veramente
una “setta segreta” (“clandestinum foedus”,
San Pio X, Sacrorum
Antistitum, 1° settembre 1910).
●Quanto al “vago sentimento religioso”,
anch’esso accomuna impressionantemente massoneria a modernismo.
Infatti, l’uomo ha nella sua anima spirituale delle facoltà
superiori immateriali o soprasensibili che sono l’intelletto, il
quale conosce e la volontà, la quale appetisce e desidera
razionalmente. Invece, nella zona inferiore o sensibile, ha degli
organi sensibili: i sensi esterni (vista, tatto, udito, gusto e
odorato), i sensi interni (memoria e immaginazione), le sensazioni o
il sentimento e le passioni, i quali sono assoggettati nel cervello
che è l’organo di cui si serve per agire l’anima razionale, che
informa il corpo e nella quale si trovano intelletto e volontà,
poiché l’uomo è composto di anima e corpo e “nihil est in
intellectu quod prius non fuerit in sensu”. L’uomo non è pura
materia, sarebbe un cadavere, ma non è neppure un puro spirito,
sarebbe un fantasma o un “angelo”, il che è evidentemente falso. La
conoscenza sensibile (esterna o sensazione e interna o
rappresentazione percettiva) è completata da un appetito sensibile,
che tende o muove verso l’oggetto sensibile sentito o rappresentato.
Tale impulso o tendenza appetitiva sensibile è accompagnata da
un’emozione fisica che è detta passione. Così pure la volontà
razionale ha le sue affezioni subordinate alla conoscenza razionale
e intellettiva. Il sentimento è una delle affezioni della volontà,
ma esso ha anche delle ripercussioni nella zona sensitiva, pur
essendo assoggettato nella volontà razionale e quindi nell’anima
spirituale. Ora il sano sentimento religioso nasce dalla conoscenza
di Dio Creatore, che ispira all’uomo sottomissione umile e
soprattutto amore. Quindi secondo la sana filosofia e la dottrina
cattolica, il sentimento religioso non precede, ma segue e
accompagna la conoscenza di Dio (“nihil volitum, nisi
praecognitum”) ed è energia o passione buona per lo sviluppo
della pietà religiosa e della perfezione spirituale. Tuttavia a
partire da Lutero il
sentimento è diventato la principale, se non addirittura l’unica
fonte della religione, della pietà e della spiritualità, che sono,
così, ridotte ed abbassate a semplice esperienza sensibile,
psicologica, sentimentalistica e soggettivistica.
Schleiermacher è il
fondatore della “teologia sentimentale” (oltre che
dell’ermeneutica o interpretazione soggettivistica, tanto in voga
oggi). Egli ha fornito le basi al modernismo, che ha teorizzato e
radicalizzato all’estremo l’esperienza religiosa come
sentimentalismo psicologico, emotivo e “spirituale”. Dal sentimento,
che è cosa buona in sé se viene subordinato alla retta ragione e
volontà, si è passati – col protestantesimo e poi col modernismo –
all’esagerazione del sentimentalismo disordinato e insubordinato,
che sfocia in anarchia e smarrimento dello spirito, deviazione
dottrinale e degenerazione morale, che si avvia al Panteismo o
Ateismo dogmatico e al soggettivismo o relativismo della “morale
della situazione”, secondo la quale tutto ciò che soddisfa
l’individuo nelle sue emozioni soggettive è lecito.
5°) La
“tolleranza dogmatica” della massoneria
Secondo la dottrina tradizionale cattolica si tollera
de facto e non per principio o dogmaticamente
un male, che non si può eliminare senza correre il pericolo di
aggravare la situazione: ad esempio ho un ascesso infetto al dente
che è cariato e mi duole, lo vorrei estirpare, ma corro il rischio
di spargere l’infezione dal dente alla bocca e al corpo intero.
Allora debbo tollerare, praticamente e non per principio, per un po’
di tempo ancora il mal di denti e solo dopo aver preso un
disinfettante ed aver scongiurato il pericolo dell’infezione
generalizzata, posso estrarre il dente marcio, che per principio
deve essere sradicato e solo in pratica può essere sopportato o
tollerato. Sarebbe folle, masochistico e autolesionistico voler
tollerare per principio la presenza del dente marcio senza cercare
di estrarlo. La Chiesa condanna la tolleranza dogmatica e ammette
solo quella pratica, per evitare un male maggiore. Invece secondo la
filosofia della massoneria, anche anglo-americana, la tolleranza è e
deve essere dogmatica, per principio e non solo pratica o per
necessità, la “CET” scrive: «regna la tolleranza nei confronti
delle idee, per quanto queste posano essere opposte tra loro.
[…]. Un’idea di tolleranza di questo genere scuote l’atteggiamento
di fedeltà del cattolico alla sua Fede e al riconoscimento del
Magistero ecclesiastico» (Ib., cap. IV, § 6).
“Distinte correnti” all’interno dell’unica massoneria
Vi è una massoneria, nella quale vi sono
varie correnti (o rami) distinte l’una dall’altra, come
un solo albero dal quale si protendono diverse ramificazioni
distinte tra loro. Ora sarebbe sciocco sostenere che i rami sono
diversi tra loro e dall’albero. No! Essi sono solo distinti,
quello di destra non è quello di centro o di sinistra, ma hanno la
stessa natura e non sono sostanzialmente diversi.
Ultimamente Massimo Introvigne
ha sostenuto che non esiste una massoneria poiché vi sono
distinte correnti massoniche. Egli confonde “diverso”,
ossia di differente natura (uomo e angelo, massoneria e
Chiesa, ferro e oro) con “distinto”, vale a dire un composto
di enti o soggetti, distinti, ma della stessa natura
(ad esempio l’umanità è composta da distinti individui, Antonio,
Marco e Giovanni, che hanno la stessa natura umana; così la
massoneria è composta da distinte correnti - angloamericana e latina
- che hanno la stessa natura o essenza massonica; come la Chiesa è
una ed ha distinti Ordini religiosi; come l’albero è uno ed ha
distinti rami; come nella SS. Trinità vi sono Tre Persone distinte
ma della stessa Sostanza divina e quindi non diverse o differenti:
il Padre è Dio, lo Spirito Santo è Dio, il Figlio è Dio eppure il
Padre non è il Figlio e il Figlio non è lo Spirito Santo).
La “CET” conferma questa osservazione di puro buon
senso e contraddice il teoconservatorismo, scrivendo: «all’interno
della massoneria [una] vi sono, oltre alla maggioranza
delle logge [distinte ma non diverse] con tendenza
fondamentalmente umanitaria, di “credenza in Dio”, anche posizioni
estreme, come, da una parte, la fraternità ateistica […], e,
dall’altra parte, il tedesco “Ordine cristiano dei massoni”.
Tuttavia, questa “massoneria cristiana”
non si colloca affatto al di fuori dell’ordinamento massonico
fondamentale; con questa espressione si intende soltanto una più
ampia possibilità di conciliare massoneria e soggettiva
“credenza cristiana”. Tuttavia bisogna negare che ciò venga
raggiunto in modo teologicamente soddisfacente» (Ib., cap.
IV, §10). Infatti la massoneria lascia la libertà al singolo massone
di credere a Dio e al cristianesimo, purché lo faccia
soggettivisticamente, ossia per lui Dio esiste ma non
in sé e realmente o oggettivamente. Quindi il singolo massone
non solo non deve pretendere che Dio esista realmente, ma deve anche
ammettere la pluralità di opinioni sull’esistenza di Dio, sulle
verità della religione cristiana, che non possono essere oggettive e
reali, dato il soggettivismo relativistico o il non-esclusivismo che
è il fondamento della filosofia massonica.
Conclusione della “CET”
«Per quanto sia importante la distinzione [si
badi bene, non la diversità] tra massoneria ben disposta o
neutrale [anglo-americana] od ostile [latina] verso la Chiesa, in
questo contesto [del soggettivismo relativista] essa è tuttavia
ingannevole, poiché induce a pensare che per i cattolici sia da
escludere la partecipazione solo nel caso della massoneria ostile
alla Chiesa. Ma l’esame si è esteso proprio a quella massoneria
che è ben disposta nei riguardi della Chiesa cattolica; e anche qui
si son dovute constatare le difficoltà insuperabili» (Ib.,
cap. IV, § 11). Perciò la “CET” prende atto che «la massoneria
[…] è rimasta pienamente eguale a se stessa. Le opposizioni indicate
[tra massoneria e Chiesa cattolica] toccano i fondamenti
dell’esistenza cristiana. Gli esami approfonditi dei Rituali e del
mondo ideale massonico mettono in chiaro che l’appartenenza
contemporanea alla Chiesa cattolica a alla massoneria è esclusa» (Ib.,
cap. V).
Dal
soggettivismo massonico al nichilismo teologico
Da un punto di vista puramente filosofico e di
retta ragione il soggettivismo, che è l’essenza della massoneria
pubblica, è la rovina radicale dell’ordine naturale. Dal punto di
vista “teologico” l’esoterismo o occultismo della massoneria
iniziatica è l’annichilamento della sana teologia e della religione
Rivelata (si fieri potest), portato avanti dalla “Sinagoga di
satana” (Ap., II, 9) e dalle “Porte degli Inferi”, che però
“non prevarranno”. Infatti se tutto è soggettivo o relativo al
soggetto, l’unica verità è che tutto è assolutamente, totalmente
relativo, opinabile, incerto, non conoscibile realmente ed
oggettivamente, ma solo come pare e sembra relativamente al soggetto
conoscente. Per cui l’unica realtà è l’incertezza, l’unica
conclusione è la “in-conclusione” o il mondo sconclusionato, in cui
oggi viviamo. Tutto è accettabile in nome di un relativismo
assoluto: l’infanticidio, l’eutanasia, la droga libera, il
matricidio/parricidio. Ma se tutto, anche il contraddittorio, è
egualmente vero, allora tutto è anche egualmente falso. Perciò
il relativista coerente dovrebbe non parlare più, poiché se dice
‘sì’ vuol dire ‘no’ e se dice ‘no’ vuol dire ‘sì’. Tutto il
contrario del Vangelo: “il vostro parlare sia sì sì no no,
quello che è di più viene dal Maligno”. Invece per la filosofia
relativistica e massonica qualsiasi affermazione o negazione è
ribaltabile e quindi inutile, inintelligibile e non praticabile. La
filosofia della massoneria (relativismo soggettivistico) distrugge
se stessa, ponendosi si nega, e conduce diritto diritto alla
filosofia post-moderna o nichilismo metafisico, logico e morale
(l’essere creato e Dio vanno annichilati, la verità pure e
specialmente la morale o il vivere virtuosamente). La conclusione
della filosofia della massoneria è il nulla, la disperazione, il
suicidio. L’unico reato che permane ancora nel mondo moderno e
contemporaneo è il “realismo”, ossia l’affermazione che esiste una
realtà oggettiva fuori di me e che per conoscerla mi debbo
conformare ad essa, ed ho le capacità conoscitive adeguate per
conoscere il reale e quindi giungere alla verità oggettiva (“adequatio
rei et intellectus”). Contro esso il mondo moderno e la
filosofia massonica dichiarano una “guerra preventiva”, in nome
della tolleranza dogmatica, del pluralismo, del relativismo e della
democrazia (come è successo nel 2003 in Iraq ed ora in Libia,
Siria…), in breve la coincidenza o “libertà, fratellanza ed
eguaglianza” degli opposti (Spinoza e Rivoluzione francese). Non
esiste maggior “intollerante pratico” del “tollerante dogmatico”.
«La Chiesa è intransigente dogmaticamente perché ragiona,
crede ed ha la Fede, ma è comprensiva nella pratica poiché
ama ed ha la vera Carità. Invece il liberalismo, la massoneria e la
filosofia moderna sono tolleranti dogmaticamente, poiché sono
scettici, agnostici e non ragionano deduttivamente o logicamente,
però sono intolleranti nella pratica, perché non hanno la Fede
vivificata dalla Carità soprannaturale» (Reginaldo
Garrigou-Lagrange).
●Onde chi afferma la conciliabilità tra retta ragione,
Chiesa cattolica e massoneria anglo-americana non è in buona fede
poiché nega l’evidenza. Infatti egli contraddice i princìpi
evidenti e per sé noti della sana ragione umana e specialmente
quello di non-contraddizione; il sano realismo della conoscenza; la
metafisica dell’essere aristotelico-tomistica; il Magistero
ecclesiastico dal 1738 sino al 1950 e persino il pronunciamento
postconciliare della “Conferenza Episcopale Tedesca” del 1980, che è
stato recepito, per volontà dell’allora cardinal
Joseph Ratzinger, nel
“Codice di Diritto Canonico” del 1983 promulgato da
Giovanni Paolo II.
d.
Curzio Nitoglia
26 marzo 2011
http://www.doncurzionitoglia.com/conferenza_episcopale_tedesca_e_massneria.htm
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