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L’abolizione del cattolicesimo in Inghilterra
Quando fu
incoronata Elisabetta (1559) il primo atto del Parlamento dichiarò
abolita in Inghilterra la giurisdizione spirituale e l’autorità del Papa
(cfr. E. M. Jones, The
Revolutionary Jew, 1993). L’«Act of Supremacy»
fu il primo di una lunga serie di decreti penali con i quali si cercò
«di sradicare la fede cattolica di Inghilterra e di collocare il
protestantesimo al suo posto» (1). Lo stesso Parlamento
poi proibì la Messa romana, rendendo un reato penale il celebrarla o il
prendervi parte. Presi insieme, i due atti furono «l’equivalente
della soppressione della religione cattolica in Inghilterra».
Per essere buoni inglesi, i sudditi di Elisabetta dovevano professare,
con giuramento, che ogni autorità religiosa era d’ora in avanti
conferita alla Regina, «che diventava l’amministratore
supremo di tutte le questioni spirituali ed ecclesiastiche,
così come di quelle temporali» (2). Il buon inglese doveva
anche presenziare al nuovo culto o subire multe sempre più alte se
sceglieva di non farlo. Quelli che si rifiutavano di accettare
questa situazione erano conosciuti come «dissidenti»
o «coloro che rifiutano», e alcuni di
loro furono disposti a pagare il pedaggio finale del martirio. «Erano
traditori di uno Stato senza Dio, per non esserlo di Dio
Onnipotente [...]. Fu così che la nuova religione venne
imposta ad un popolo riluttante», scrisse Knox (3).
Fedeltà dell’episcopato inglese al Papa
I vescovi
cattolici non si piegarono e, di conseguenza, vennero sostituiti da
un’assemblea eterogenea di opportunisti e politicanti, che a loro volta
sostituirono il clero fedele al cattolicesimo con scribacchini, che
concepivano la religione come un’opportunità di guadagno. Gradualmente
calvinisti fanatici cominciarono a creare un regime di Mammona in
Inghilterra, che fu ovviamente filo-semita. Sul piano teorico questo
filo-semitismo si espresse all’interno del sistema conosciuto come
super-capitalismo. Sul piano pratico si espresse con la
collaborazione della rete internazionale ebraica di spionaggio
alle attività di intelligence nel Paese. Super-capitalismo e
intelligence ebraica avrebbero formato una nuova e formidabile arma
diretta a contrastare gli sforzi della Controriforma nel continente.
Il ritorno degli esuli protestanti
In un primo
momento con cautela, gli esuli protestanti – cacciati sotto il regno di
Maria Stuarda – cominciarono a tornare in patria e ad offrire i loro
servizi al regime di Cecil. Francis Walsingham tornò dall’esilio
svizzero e divenne capo delle spie di Cecil. Nel 1559 John Knox ritornò
in Scozia e in collaborazione con Cecil trasformò il Paese in un feudo
inglese facendo quello che aveva fatto Lutero in Germania, ovvero
corrompendo e mettendo a tacere la nobiltà con le terre rubate alla
Chiesa. Una volta che i possidenti furono certi che avrebbero potuto
impossessarsi dei redditi provenienti dai conventi e dalle diocesi, la
fede cattolica fu bandita dalla Scozia ed andare a Messa divenne un
reato punibile con la pena di morte. E così, dopo aver tagliato fuori
Roma dall’Inghilterra, dichiarando Elisabetta papa e la Messa illegale,
Cecil poté inaugurare la nuova politica estera inglese proponendo
Elisabetta come capo della crociata anti-cattolica.
Londra contro Roma
Elisabetta
e Cecil avevano separato la Chiesa d’Inghilterra da Roma e
intendevano mettere il Paese al servizio della causa protestante.
Per essere un buon inglese si doveva essere protestanti. Chi aveva altre
credenze nel migliore dei casi era considerato un cittadino di
seconda categoria e – nel caso peggiore, quello dei cattolici –
un traditore degno di essere impiccato. La politica estera inglese
sarebbe stata al servizio della causa protestante, a sua volta
legata ad un genere di nazionalismo inglese sconosciuto durante
il Medioevo e che avrebbe formato il nucleo del moderno
imperialismo britannico (e poi statunitense) per i secoli a venire.
Umanesimo cabalista e protestantesimo contro Roma
In Europa,
la rivoluzione si mise in moto sul serio in molte direzioni nel momento
in cui gli uomini di Chiesa persero la volontà di proseguire la
battaglia contro il Talmud iniziata nel XII secolo, per abbracciare lo
spirito dell’Umanesimo e del Rinascimento impregnato di cabala e
talmudismo. Quando Pfefferkorn propose di bruciare il Talmud,
dopo essersi convertito alla fede cattolica nel primo decennio del XVI
secolo, i domenicani di Colonia si mostrarono disposti a
seguirlo, ma quasi nessun altro lo seguì.
Massoneria e giudaismo talmudico
Molti hanno
notato il collegamento tra massoneria e giudaismo talmudico. Il Talmud,
con le sue «bestemmie volgari e maligne contro Cristo»,
fu «il principale mezzo usato dagli Anna e dai
Caifa di ogni età per tenere il popolo ebraico all’oscuro della
vera natura del cristianesimo e per diffondere la loro
incomprensione di ciò che odiavano» (4). Nel momento in cui i
cristiani umanisti persero la volontà di combattere il Talmud, questa
dottrina cominciò ad avere l’egemonia intellettuale sotto apparenza di
Umanesimo classico-paganeggiante, ma in sostanza cabalistico. Il Talmud
fu «il creatore della nazione ebraica e la fucina dell’anima
ebraica» (5). Una volta che i cristiani persero la
volontà di contrastarlo, la diffusione del pensiero giudaizzante fu una
naturale conseguenza, e la crescita del Talmud nella cultura cristiana
causò una perdita sempre maggiore della volontà di impugnarlo. Il
desiderio smodato della magia, che la Cabala faceva penzolare davanti
agli occhi del cristiano umanista, divenne il principale ostacolo alla
contestazione del Talmud.
La Massoneria
Il Talmud
in generale e la Cabala in particolare erano all’origine delle eresie
del medioevo, che furono sconfitte per mano della Inquisizione. La
Massoneria raccolse la bandiera della rivoluzione in un’Europa spossata
a seguito della Guerra dei Trent’Anni. La storia dello gnosticismo,
della Cabala, del Talmud, della rivolta protestante e delle società
segrete – tutte correnti che infine confluirono e trovarono il loro
sbocco naturale all’interno delle logge massoniche – è inestricabilmente
intrecciata. La Massoneria è sempre stato un movimento
politico-religioso messianico – esplicita alternativa al cattolicesimo
al tempo della Rivoluzione francese – impregnata di rituali giudaici e
da simbolismo ebraico. L’adepto deve dirigersi verso est, verso
Gerusalemme, per trovare l’Illuminazione, per ricostruire il Tempio (già
compiuto in Cristo) e ritrovare un mondo perduto. Sir Francis Bacon
riteneva che l’America fosse la Nuova Atlantide. Arrivando nel nuovo
mondo i primi coloni ebrei si portarono dietro la Massoneria: quando 15
famiglie di ebrei arrivarono a Newport, (Rhode Island) dall’Olanda,
portarono con sé quella che diventerà la prima loggia massonica del
Continente.
d. Curzio Nitoglia
8 gennaio
2011-01-11
Link a questa pagina:
http://www.doncurzionitoglia.com/elisabetta_contro_roma.htm
Note
1)
Thomas
Francis Knox, The
First and Second Diaries of the English College, Douay, London:
David Nutt, 1888, p. XVII.
2)
Ivi.
3)
Th.
F.
Knox,
p. XVII.
4)
William Thomas Walsh,
Philip II, New York: Sheed and Ward, 1937, p. 241.
5)
Ivi.
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