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Cosa è “Forza Nuova”
● Mi è giunto un libretto,
di circa 100 pagine, intitolato “Con Noi”, il quale racchiude
il programma dottrinale del movimento politico di “Forza Nuova”.
Questo fu fondato il 29 settembre 1997 e venne posto sotto la
protezione di San Michele Arcangelo (“Con Noi”, p. 6), il
Principe della Milizia Celeste, che combatté contro Lucifero, (il
quale si era eretto contro Dio) e lo sconfisse al grido “Quis ut
Deus?”, che vuol dire appunto “Michael”. Lucifero
era il più bello e intelligente degli Angeli buoni, ma, non volendo
riconoscere la sua dipendenza da Dio, divenne un Angelo malvagio o
diavolo e fu precipitato nell’Inferno, creato solo allora da Dio,
dopo un’immane battagliata delle Milizie Celesti buone e fedeli a
Dio, capitanate da San Michele, contro quelle malvagie, capitanate
da Lucifero, divenuto perverso dopo il suo “Non serviam”
rivolto contro Dio.
● “Forza Nuova” si
pone in contrapposizione alla filosofia della modernità (da Cartesio
a Hegel, ibidem, p. 100), caratterizzata dal soggettivismo,
per cui la verità (ib., p. 26) non è più la conformità del
pensiero umano alla realtà (“filosofia perenne” di Aristotele e San
Tommaso, cfr. Pio XI,
enciclica Studiorum ducem), ma è il prodotto del Soggetto
pensante, che, similmente a Lucifero, vorrebbe bastare a se stesso,
senza riconoscere nessuna dipendenza da una realtà oggettiva al di
fuori di lui (p. 39), sia creata (il mondo reale) sia Increata (Dio
trascendente il mondo, cfr.
Pio XII, enciclica Humani generis). Quindi “la
conformità alla verità oggettiva” (p. 6) caratterizza la filosofia
teoretica di ‘FN’ sulla quale essa vuol costruire la filosofia
pratica e l’attività politica, ossia l’agire moralmente bene,
secondo la virtù di prudenza sociale, che fa scegliere ai governanti
e ai sudditi i mezzi migliori per ottenere il fine o benessere
comune temporale della Società civile, subordinatamente al Fine
ultimo soprannaturale (p. 26) ossia Dio (cfr.
Leone XIII, enciclica
Libertas). Perciò “l’azione di ‘FN’ non è rivolta al solo
piano orizzontale e sociale delle relazioni tra gli uomini,
ma anche a quello verticale e soprannaturale della relazione
con Dio” (p. 7). La ragione ultima dell’azione sociale o politica di
‘FN’ è proprio questa relazione al Fine ultimo sia del singolo che
della società, la quale è costituita dall’insieme di più famiglie,
essendo l’uomo un “animale socievole per natura” (Aristotele,
Politica).
● Essendo un movimento
italiano, ‘FN’ si occupa della propria Patria o “terra dei padri”,
costatandone l’attuale decadenza, intellettuale e morale, e
prefiggendosi un’opera di ricostruzione della Nazione italiana (p.
7), mediante il ritorno alle radici filosofiche (metafisica
greco-romana) e religiose (Religione cattolica) che l’hanno formata.
Il programma di ‘FN’
in 8 punti
● Per poter ricostruire la Patria italiana
‘FN’ ha elaborato un programma e lo ha sintetizzato in 8 punti:
1°) l’abrogazione delle leggi abortiste (p. 8), poiché l’aborto
è l’uccisione ingiusta di un innocente, contraria alla Legge
naturale e divinamente rivelata: “5° Comandamento: Non uccidere
l’innocente”.
2°) Incoraggiare la famiglia (p. 9), poiché
l’uomo per natura tende ad unirsi alla donna per formare una società
domestica e mettere al mondo dei figli
(cfr. Pio XI,
enciclica Casti connubii). Perciò le leggi dello Stato
debbono favorire e facilitare la crescita demografica e le famiglie
numerose. Leone XIII
(enciclica Rerum novarum, v. p. 88) ha insegnato che la
Società civile o Stato deve fare in modo che il salario dell’operaio
sia sufficiente al mantenimento non solo del capofamiglia, ma anche
della moglie e dei figli, di modo da permettergli di possedere una
casa propria e un piccolo appezzamento di terra, per poter pensare
non solo alla sussistenza materiale ma anche all’educazione
intellettuale, morale e religiosa della famiglia, la quale è la
ricchezza della società civile, che è composta da più famiglie.
3°) Bloccare l’immigrazione di massa, che snatura la cultura e la
religiosità della Patria, provvedendo ad un “rimpatrio umano” degli
immigrati irregolari, aiutandoli a vivere dignitosamente nei loro
Paesi d’origine (p. 10).
4°) Mettere fuori legge la
massoneria e le sette segrete, che tramano contro l’Autorità civile
e religiosa, come hanno insegnato i Papi ininterrottamente (cfr.
specialmente Leone XIII,
enciclica Humanum genus).
5°) Sradicare la piaga
dell’usura o prestito di denaro a interesse esagerato, come ha
insegnato la Chiesa (Concilio di Vienne, 1312;
Benedetto XIV,
enciclica Vix prevenit, 1745;
San Tommaso d’Aquino,
Somma Teologica, II-II, questione 9, articoli 1-4.
6°)
Ripristino della Religione cattolica quale religione ufficiale dello
Stato italiano (p. 11), come era stato pattuito nel Concordato
dell’11 febbraio 1929. Lo Stato è un insieme di individui e di
famiglie e come l’individuo deve dare all’Unico vero Dio che lo ha
creato il culto che Gli è dovuto (“1° Comandamento: Io sono il
Signore Dio tuo, non avrai altro Dio all’infuori di Me”), così pure
la famiglia e la Società civile, le quali sono un insieme di
individui creati da Dio, debbono adorarLo. (Cfr.
Leone XIII, enciclica
Immortale Dei e Diuturnum;
Pio XI, enciclica
Quas
primas).
7°) Abrogazione delle leggi liberticide, che
impediscono la libera ricerca storica (v. Legge Mancino, 1991).
8°) Formazione delle Corporazioni per la difesa
economico-sociale dei “Corpi intermedi”, come ha insegnato
Pio XI nell’enciclica
Quadragesimo anno.
● Mi permetto di
specificare che la “Socializzazione” (p. 104), la quale mira alla
partecipazione dei lavoratori alla gestione ed agli utili delle
aziende, secondo la dottrina sociale della Chiesa è consigliata
ai proprietari, ma non è obbligatoria. Mentre i regimi
totalitari socialisti hanno cercato di rendere obbligatorio ciò che
è solo consigliato e questa è la differenza tra lo Stato sociale e
quello socialista. L’opuscolo “Con Noi” non fa questa
distinzione, ma non dice neppure che la Socializzazione delle
industrie deve essere resa obbligatoria dallo Stato. Forse sarebbe
meglio precisare.
Conclusione
Da quanto letto mi sembra di poter
concludere che:
1°) nel programma di ‘FN’ non solo non vi è
nulla di contrario alla Fede e alla Morale cattolica, ma anzi che
essa s’ispira filosoficamente al realismo della conoscenza
aristotelico-tomistica, (ripudiando il soggettivismo cartesiano) e
alla metafisica dell’essere di Platone, Aristotele e San Tommaso
d’Aquino, (contrapponendosi ad ogni divenire
dialettico-evoluzionistico, p. 26 e 35-36);
2°)
teologicamente ‘FN’ si rifà alla Dottrina sociale della Chiesa
espressa nelle grandi Encicliche del Magistero tradizionale e
ripudia gli errori del liberalismo, democraticismo e materialismo
dialettico-storico;
3°) corregge la sbandata idealistica
gentiliana del Fascismo-movimento (p. 73);
4°) si schiera per la Trascendenza contro l’immanentismo
modernistico e antropocentrico (p. 52 e 58), per la Tradizione
apostolica (p. 55 e 105) contro il modernismo e il neomodernismo del
Vaticano II (p. 61, 70 e 71).
Penso, quindi, che il cattolico
antimodernista e fedele alla Tradizione apostolica della Chiesa
cattolica possa appoggiare tale associazione come “movimento
culturale”, affinché essa possa aiutare soprattutto i giovani a
ritrovare nel mondo contemporaneo un ideale e la retta strada della
sana ragione e della teologia tradizionale.

Anzi si dovrebbe
aiutarla, con consigli dottrinali e spirituali e senza indebite
ingerenze, a diventare un punto di aggregazione per togliere
specialmente i giovani dalla strada e metterli sulla “Via” della
salvezza (mediante la formazione dottrinale, lo studio settimanale e
comunitario dei buoni libri di teoria e azione controrivoluzionaria,
cfr. p. 103 e possibilmente gli Esercizi spirituali).
Naturalmente
come “partito” politico non può essere appoggiato
pubblicamente dai sacerdoti, che hanno la missione di portare il
Vangelo a “tutti” e non ad una “parte”. Sarebbe,
tuttavia, uno sbaglio “remare contro” e affossarlo come movimento
culturale e dottrinale di carattere sociale, poiché ‘FN’ promuove la
sana dottrina del diritto naturale e cristiano (p. 18).
Se vi sono
delle deficienze in qualche cosa è bene dirlo a chi di dovere, con
educazione, “in faccia” e chiaramente, affinché siano esse corrette.
Occorre soprattutto pregare e adoperarsi affinché la dottrina di
‘FN’, che corrisponde a quella sociale del cattolicesimo, sia
vissuta in pratica e realmente dai giovani militanti, senza
eccessive illusioni e neppure senza eccessivo spirito critico.
Non si può obbligare nessuno a farn parte
di ‘FN’, ma non si deve spingere nessuno a distaccarsene quasi fosse
intrinsecamente perversa, cosa che non corrisponde alla realtà del
suo programma e - speriamo - dei fatti.
Che Dio perfezioni e porti a compimento
ciò che l’uomo ha iniziato. “Se son rose fioriranno”. È ciò che mi
auguro.
Se qualcuno ha argomenti seri ed oggettivi
da portare in contrario, sono aperto al dibattito. Le calunnie e i
pettegolezzi da bar non mi interessano.
d. Curzio Nitoglia
15 marzo 2011
http://www.doncurzionitoglia.com/fn_con_noi.htm
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