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Prologo
● In questi ultimi mesi, il mondo universo sembra
cedere sempre di più sotto tutti gli aspetti: “motus in fine
velocior”. La natura è sconvolta da tsunami e catastrofi
nucleari. La Società civile e le Nazioni dalle guerre
mondialistiche, che tendono a rimpiazzare le Patrie con la
“Repubblica universale” di stampo giudaico-massonico. La famiglia,
che è già stata guastata dal divorzio e dall’aborto legalizzati, ora
sta per ricevere il colpo di grazia dai “matrimoni” omosessuali.
L’individuo è stato distrutto in interiore homine dal
“Sessantottismo”, che ha straripato ed ha invaso oramai ogni cosa e
casa. Dulcis in fundo l’ambiente ecclesiale sembra aver
toccato il fondo per esser rimpiazzato (si fieri potest) dal
“Tempio universale”.
Mi pare che il culmine di tale disfacimento sia
riassumibile in tre avvenimenti:
1°)
l’attuale libro di J. Ratzinger soprattutto per quel che riguarda la
Passione di Gesù;
2°)
la beatificazione di Giovanni Paolo II ed annunzi annessi e
connessi, che verranno fatti il 1° maggio 2011. “Chi ha orecchie per
intendere intenda!”;
3°)
Assisi
II (ottobre 2011) per commemorare il 25° anniversario di Assisi I
(1986).
Cosa ci attende? Naturalmente parlando lo
schianto, come quando ad un camion si spezzano i freni in una strada
in ripida discesa. Soprannaturalmente la risurrezione, poiché
dopo la passione avviene la glorificazione: il cristianesimo vince
attraverso sconfitte apparenti: “Regnavit a ligno Deus”!
● Joseph Ratzinger
nel suo
ultimo libro Gesù di Nazaret. Dall’ingresso in Gerusalemme fino
alla risurrezione (Libreria Editrice Vaticana, Città del
Vaticano, 2011) ha scritto: «Chi ha insistito per la condanna di
Gesù a morte? […]. Secondo Giovanni, essi sono semplicemente “i
Giudei”. Ma questa espressione, in Giovanni, non indica affatto
[…] il popolo d’Israele […]. In Giovanni tale espressione ha
un significato preciso e rigorosamente limitato: egli designa con
essa l’aristocrazia del Tempio. […]. In Marco […], il cerchio
degli accusatori appare allargato: compare […] una quantità di
gente, la “massa”. […]. In ogni caso con ciò non è indicato “il
popolo” degli Ebrei […]. Per quanto riguarda questa “massa”, si
tratta di fatto dei sostenitori di Barabba, mobilitati per
l’amnistia, come rivoltoso contro il potere romano, questi poteva
naturalmente contare su un certo numero di simpatizzanti» (pp.
208-209).
● Il rabbino capo di Roma
Riccardo Di Segni gli
ha risposto: «Mi sembra che nel testo di Ratzinger ci sia poco di
nuovo. C’è un grande sforzo esegetico di leggere il Vangelo in
chiave non antiebraica, ma è uno sforzo che si regge con qualche
difficoltà. Giovanni parla di giudei e non di ‘aristocratici del
Tempio’ o di ‘plebaglia’ [filo-Barabba]. I giudei sono i giudei.
Come i cristiani restano i cristiani al di là dell’esegesi»
(Il Foglio, 3 marzo 2011, p. 2).
In breve, il rabbino spiega il Vangelo meglio del
dottor Ratzinger. Infatti, secondo rav Di Segni il giudaismo è la
maggior parte del popolo ebraico, che durante la vita di Cristo Lo
rifiutò come Messia e Dio, tranne la “piccola reliquia” degli
Apostoli e dei Discepoli, i quali credettero in Lui. Il
cristianesimo è la religione che crede alla divinità di Cristo.
Invece ancor oggi il giudaismo persevera nel rifiuto di Cristo e
della religione da Lui fondata sull’Antico Testamento perfezionato
dal Nuovo ed Eterno Testamento: il cristianesimo. Per il rabbino
il giudaismo è il giudaismo, il cristianesimo è il cristianesimo e
il giudaismo non è il cristianesimo; tra di essi vi è
inconciliabilità (“i cristiani restano cristiani”). Viva la faccia
della sincerità! Per la dottrina cattolica tradizionale il
cristianesimo si fonda sull’Antico e il Nuovo Testamento, mentre il
giudaismo ha rinnegato l’Antico Testamento e il Messia in esso
prefigurato (specialmente dai Profeti) e li ha rimpiazzati col
Talmud. Il rabbino ammette candidamente che i Vangeli sono
teologicamente antigiudaici,
poiché credono nella divinità di Cristo e rivelano la colpevolezza
del giudaismo post-cristiano come popolo-religione, quanto al
rifiuto e alla crocifissione di Gesù, e non solo come ‘aristocrazia
del Tempio’ o ‘partigiani barabbisti’. Nefas est ab inimicis
discere veritatem!
● Un teologo contemporaneo, mons.
Brunero Gheradini, non strettamente legato al
mondo”tradizionalista”, nel 1° numero dell’Editoriale della Rivista
“Divinitas” del 2011 scrive che il Dio degli Ebrei non è
quello dei Cristiani: la SS. Trinità di cui Gesù Cristo è la Seconda
Persona incarnata nel seno della Vergine Maria per opera dello
Spirito Santo. Questi due dogmi principali del Cristianesimo, per
l’Ebraismo attuale o post-biblico, sono una bestemmia, per la quale
Cristo fu crocifisso “poiché da uomo, si faceva Dio” (Gv., X,
33) e s. Stefano fu lapidato (cfr. p. 6). Un altro esempio ci
è porto sempre da mons. Gherardini a pagina 7 del suo Editoriale.
Secondo la dottrina conciliare (Nostra aetate: “i doni di Dio
sono irrevocabili”) e postconciliare (cfr. Giovanni Paolo II a
Magonza nel 1980: “L’Antica Alleanza mai revocata”)
l’Ebraismo attuale è ancora titolare dell’Alleanza con Dio. Invece
la Tradizione cattolica (S. Scrittura interpretata unanimemente dai
Padri e Magistero ecclesiastico costante ed uniforme) insegna che
«c’è una prima e c’è una seconda Alleanza:
irrevocabile è ciò che dalla prima passa alla seconda,
subentrata all’altra, quando questa “antiquata e soggetta ad
invecchiamento ulteriore, sta ormai per scomparire” (Ebr.,
VIII, 8-13). Se non che la grazia promessa ai titolari dalla
prima Alleanza non muore con essa, ma viene elargita ai titolari
della seconda: questo, infatti, si verificò, quando quasi
tutti i titolari della prima, rifiutando Cristo, […], non
riconobbero il tempo in cui Dio li aveva visitati (Lc., XIX,
44). “A quelli, però, che l’accolsero” il Visitatore “fece il dono
della figliolanza divina” (Gv., I, 12), strinse con essi [la
“piccola reliquia” del popolo ebraico che accettò Cristo] la
seconda Alleanza e l’aprì a quanti [i pagani] sarebbero
sopraggiunti “dall’oriente e dall’occidente” da settentrione e da
mezzogiorno (Lc., XIII, 29), trasferendo alla seconda
tutti i doni già in possesso della prima» (p. 7). Quindi
molti membri del popolo eletto rifiutarono Cristo, ma “un piccolo
resto” (Apostoli e Discepoli) Lo accolsero (Rm., XI, 1-10)»
(p. 7).
Conclusione
● Quanta Vergogna!
1°)
Il
rabbino insegna giustamente rispetto al Papa, che invece
cerca di conciliare l’inconciliabile (giudaismo e cristianesimo),
errando e rendendosi “a Dio spiacente e a li nimici suoi” (Dante).
È davvero un mondo sottosopra!
2°)
La
continuità tra Vaticano II e Tradizione è solo verbale ma totalmente
irreale, basta leggere il libro di Ratzinger e la Mit brenneder
Sorge, ma la maggior parte degli uomini vuol vivere
nell’irrealtà.
3°)
Infine
si scorge una certa analogia tra il fariseismo tradizionalista del
tempo di Gesù e quello odierno: “Templum Domini, Templum Domini,
Templum Domini est!; Missione divina, Missione divina, Missione
divina!”.
Mentre il “tradizionalismo” dorme sugli allori, tace (e
acconsente?), un teologo che non pretende avere une Mission
divine dice la verità sul problema dei problemi: quello dei
rapporti tra giudaismo e cristianesimo, per il quale mons.
Richard Williamson è
stato scomunicato ad intra et ad extra, da neomodernisti e
neotradizionalisti.
Che Dio ci metta le mani e (come diceva don Putti)
anche i piedi!
d. CURZIO NITOGLIA
27 aprile 2011
http://www.doncurzionitoglia.com/il_mondo_in_cedimento.htm
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