|

Divergenze di opinioni
●Solamente Dio conosce i futuri contingenti con assoluta certezza.
Noi possiamo fare soltanto delle congetture, arrivare a delle
probabilità, esprimere opinioni; è ciò che ho cercato di fare in
vari articoli passati sulla probabile ed eventuale crisi bellica tra
Usa e Siria/Iran. Invece alcuni analisti sostengono, non senza
fondamento, che la questione Usa/Iran non è ancora decisa, che la
guerra guerreggiata è improbabile. Mentre la guerra segreta contro
l’Iran è iniziata già anni fa, però solo ora ha raggiunto il punto
di escalation (questo mi sembra pacifico). La guerra pubblica e
mini/atomica potrebbe essere evitata, l’Iran potrebbe essere
abbandonato da Russia/Cina, il governo iraniano rovesciato con
“rivoluzioni” primaverili o invernali, inoltre una delle armi più
efficaci a disposizione dell’Occidente è la guerra cibernetica
capace di neutralizzare senza spargimento di sangue l’Iran; oppure
se l’Iran riuscisse a fornirsi di bomba atomica la utilizzerebbe
come deterrente e non verrebbe attaccato. Vediamo le ragioni addotte
da costoro.
●I
russi e i cinesi, nonostante esprimano la loro opposizione agli USA
e alle sanzioni UE contro l’Iran, sono indispettiti dalla accesa
retorica degli iraniani. I russi hanno fatto pressione sugli
iraniani affinché accettino le ispezioni dell’Ente per l’Energia
Atomica Internazionale (AIEA), patrocinate dalle Nazioni Unite, in
programma a partire dalla fine di Gennaio fino all’inizio di
Febbraio. Inoltre, Russia e Cina hanno chiarito agli iraniani la
propria aspettativa che l’incontro che si terrà in Turchia, con i
cinque membri permanenti ONU più la Germania, questa volta porti a
risultati positivi. In particolare, i russi hanno sottolineato agli
iraniani che essi dovrebbero accettare determinati termini e
condizioni poste dall’Occidente.
●
Russia e Cina, in caso di deflagrazione di un conflitto armato tra
l’Iran e l’Occidente, stanno già manovrando per assumere una
posizione neutrale e certamente non verranno militarmente in aiuto
all’Iran. Ecco i fatti che supportano questa ipotesi: attraverso
canali segreti, la Russia ha comunicato all’Iran che hanno bisogno
di favorire un dialogo più aperto con l’Occidente. Il ministro degli
Esteri russo ha dichiarato alla stampa: “Speriamo che l’Iran ascolti
la nostra opinione circa la necessità di un’ulteriore stretta
collaborazione con l’AIEA”. Nel frattempo la Cina ha manifestato
l’intenzione di liberarsi totalmente dalla dipendenza dal petrolio
iraniano per proteggere i propri interessi in caso di guerra tra
Iran e Occidente. In un importante viaggio programmato in Arabia
Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, il primo ministro cinese Wen
Jiabao firmerà importanti accordi economici con questi paesi
favorevoli alla Cina, ricevendo in cambio il petrolio di cui ha
bisogno, fondamentale per garantire l’ economia cinese.
●Inoltre una delle armi più efficaci a disposizione dell’Occidente è
la guerra cibernetica. La Cyber guerra sta diventando sempre più
importante, sostituendo le forme tradizionali di guerra. Gli
attacchi dell’11 settembre erano un chiaro esempio di guerra di
quarta generazione. La guerra segreta all’Iran è tecnicamente un
guerra asimmetrica. La Cyber guerra va oltre le ultime quattro
generazioni di guerra tradizionale e diventa parte integrante della
guerra moderna. Paesi come Russia, Cina e Stati Uniti sono in prima
linea su questa nuova impostazione. Anche una nazione come la Corea
del Nord ha fatto passi da gigante nel campo della cyber-guerra. Un
anno fa, un massiccio cyber-attacco fece momentaneamente deragliare
il programma nucleare iraniano. Stime conservatrici ritengono che
l’Iran avrebbe già posseduto l’arma nucleare se non fosse stato per
questo cyber-attacco. Il nome di questo supervirus creato dalla CIA
si chiama “Stuxnet.” Secondo fonti non verificabili, l’attacco
Stuxnet ha messo fuori causa (anche se non permanentemente) migliaia
di centrifughe Iraniane. Gli iraniani stanno ora lavorando per
proteggersi meglio da questi cyber-attacchi. Tuttavia, sono anni
luce indietro rispetto ad altri paesi occidentali nella alta
tecnologia e nelle competenze informatiche. Si sussurra che I Russi
siano accorsi in aiuto del governo iraniano provvedendo a mettere a
disposizione le loro conoscenze in cyber-warfare.
●Tutte queste forme di disturbo verso l’Iran devono essere associate
e aggiunte all’opposizione interna al governo di Ahmadinejad. Alcuni
degli elementi della “Rivoluzione Verde” sono ancora convinti che un
cambiamento nel governo iraniano, con il risultato di una maggiore
libertà e democrazia, sia ancora possibile. Questa opposizione
interna pone la comunità di intelligence occidentali di fronte ad un
dilemma. Ci sono due correnti di pensiero nella comunità dei servizi
occidentali su come trattare con l’Iran:
1°)
un approccio duro, che porterà ad un attacco militare a punti
strategici dell’Iran. Punti strategici sono considerati le basi
militari, siti nucleari, siti petroliferi, siti essenziali di
trasporto, siti governativi; ecco perché molta gente interpreta le
esercitazioni militari congiunte in corso in Israele tra gli
eserciti USA e israeliano come un preludio ad un attacco militare
contro l’Iran. Però una possibile offensiva militare contro l’Iran
non comporterà un’invasione di terra, ma sarà un attacco aereo.
2°)
un comportamento più “morbido”, un sabotaggio del governo iraniano
dall’interno utilizzando l’opposizione costituita dal cosiddetto
movimento verde (“Rivoluzione Verde”). La logica alla base
dell’approccio soft è che gli iraniani sono molto nazionalisti e
patriottici; un attacco militare contro l’Iran potrebbe in realtà
riunire gli iraniani invece di dividerli. Il dibattito è ancora in
corso tra le forze di sicurezza occidentali. Ma nel frattempo, le
operazioni segrete in Iran continueranno.
●Infine, occorre prestare molta attenzione a ciò che accadrà alla
fine di questo mese. Se l’UE decidesse di adottare sanzioni forti
contro l’Iran,
questo potrebbe far fallire l’incontro in Turchia tra l’Iran e i
cinque paesi permanenti ONU, insieme alla Germania. Per questo
motivo l’Europa sta contemplando di posticipare la riunione di
Bruxelles da tenersi entro pochi giorni.
●Se i
negoziati in Turchia falliscono un attacco militare sarà possibile.
La primavera potrebbe essere, probabilmente, il momento migliore per
un attacco contro l’Iran. L’amministrazione Obama ha appena
segnalato questa settimana la sua disponibilità a parlare con gli
iraniani. Bisogna vedere quale sono le richieste
dell’Amministrazione Obama. L’Iran sa solo una cosa: se raggiunge la
capacità nucleare, sarà fuori pericolo. Come Evgeny Satanovsk, il
capo del Middle East Institute, ha dichiarato: “Non ci saranno
attacchi dopo un eventuale test nucleare. L’ Iran sarà perdonato
nello stesso modo come fu la Corea del Nord; Pyongyang è
probabilmente in possesso di una o due bombe. Al contrario, Muammar
Gheddafi e Saddam Hussein, che avevano abbandonato i programmi
nucleari, sono stati uccisi; per cui la lezione è semplice : Potrai
sopravvivere se disponi di armi nucleari; altrimenti non hai nessuna
possibilità di sopravvivere senza di loro. Questo l’Iran lo sa ed è
per questo che sta cercando di gestire la crisi nei propri tempi e
modi. Solo allora potrà tirare un sospiro di sollievo.
●Tuttavia altri analisti, non meno seri, ritengono che le cose
vadano o possano andare altrimenti. Vediamo le loro argomentazioni.

L'India esclude il dollaro e scambierà con l’Iran in rupie
●Mentre gli Stati Uniti e l’Europa continuano a dire che tutto va
bene e che loro sono, in qualche modo, solvibili, l'Asia sta
drizzando le antenne. La ‘Fars’ riporta: "Iran, la
Russia sostituisce il
dollaro con il ‘rial’ e il ‘rublo’ negli scambi".
L’ultimo paese
che si è associato alla zona asiatica di
esclusione del dollaro è l’India, sempre secondo la ‘Fars’: "India e
Iran si sono accordati per pagare una parte dei 12 miliardi di
dollari annui per gli scambi petroliferi in ‘rupie’, ha riferito
venerdì una fonte governativa indiana, […] di fronte alle nuove e
ancora più dure sanzioni degli Stati Uniti".
●Per
sintetizzare: Giappone, Cina, Russia, India e Iran, i paesi che
insieme fanno la parte del leone nella produzione mondiale e che,
combinati, sono tra i più grandi esploratori e produttori di
energia, ora hanno tutti accordi bilaterali parziali. Molto
probabilmente questi accordi da bilaterali diventeranno
multilaterali, grazie alle iniziative di politica estera di Obama
che, cercando di spingere questi paesi nell’angolo, li ha costretti
a cercare piattaforme alternative alleandosi ed escludendo il
dollaro.
●Secondo la ‘Reuters’:
Una delegazione indiana è stata a Teheran questa settimana per
discutere le opzioni per i pagamenti e la fonte ha detto che la
decisione di pagare in ‘rupie’ è stata presa in una riunione che si
è tenuta lì. "La Banca Centrale dell'Iran aprirà un conto con una
banca indiana per ricevere i pagamenti e per trattare le
importazioni", ha detto una fonte che ha conoscenza diretta della
materia, aggiungendo che il sistema nuovo partirà "presto”. La fonte
non ha specificato il nome della banca indiana. Ma altre fonti hanno
riferito che l'Iran potrebbe aver aperto un conto con la Banca
indiana ‘UCO’, che non ha interessi negli Stati Uniti.
●Cosa
sta diventando l’India? L’India, il quarto maggiore consumatore di
petrolio al mondo, si affida all'Iran per circa il 12 per cento
delle sue importazioni, 350.000-400.000 barili al giorno (bpd), ed è
il secondo maggior cliente petrolifero di Teheran dopo la Cina. Ma
Washington ha scagliato sanzioni finanziarie ancora più rigide
sull’Iran e vuole che l’Asia, il più grande mercato petrolifero di
Teheran, tagli le importazioni per spingere la Persia a rinunciare
alle sue ambizioni nucleari, che sospetta siano dirette alla
produzione di armi.
●Il
Segretario al Commercio indiano Rahul Khullar ha detto questa
settimana che la delegazione indiana in Iran potrebbe eludere le
sanzioni statunitensi per proteggere le forniture di petrolio e per
promuovere le esportazioni indiane. La fonte statale ha riferito che
l'Iran ha acconsentito ad incrementare le importazioni dall’India,
che assommavano a circa 2,7 miliardi di dollari nel 2010/11 e che
comprendono farina di semi di lino, riso e tè. "Ciò proteggerà in
qualche modo (l’Iran) dalla volatilità del tasso di cambio”, ha
detto la fonte succitata.
●Giovedì anche la Turchia (con l’Iran) ha riferito di voler
aumentare i trasferimenti finanziari e che quest’attività è in
preparazione per rafforzare i legami tecnici bancari.
●Paradossalmente, decretando le sanzioni proposte e l’embargo, gli
Stati Uniti, ma soprattutto l'Europa, stanno dandosi la zappa sui
piedi, preparando il terreno per un disprezzo assoluto degli Stati
Uniti.
●L’appoggio asiatico per le sanzioni statunitensi è vitale dato che
la regione compra più di metà delle esportazioni quotidiane di
greggio dall’Iran. L'Unione Europea ha accettato in linea di
principio a fermare le importazioni di greggio iraniano e potrebbe
finalizzare il bando il 23 gennaio. La Cina, il più grande cliente
petroliero dell’Iran, ha rifiutato le sanzioni statunitensi
ritenendole inadeguate e ha difeso le sue massicce importazioni dal
secondo maggiore produttore petroliero nell’OPEC.
●Vi
è, inoltre, un assoluto bisogno di far chiudere la Banca Centrale
dell’Iran. Infatti se una banca (estera) corrispondente di una
banca Usa vuole fare affari
con l’America, e fa
anche affari con la Banca Centrale iraniana (per acquistare
petrolio), si mette nei
guai con gli Usa. In particolare, le
Banche Centrali estere,
che trattano con la Banca Centrale iraniana in transazioni
petrolifere, subiranno le stesse pesanti sanzioni varate dagli Usa
per Teheran.
●Tanto per fare alcuni esempi, solo sei mesi prima dell’invasione
dell’Iraq, Saddam Hussein
aveva cominciato ad accettare euro, anziché dollari, in cambio del
suo greggio: una minaccia immensa per il dollaro come moneta di
riserva globale. Teheran ha già da tempo lanciato un simile
tentativo, con una Borsa petrolifera dove si compra e si vende senza
dollari. Gheddafi stava minacciando di fare lo stesso, lanciando uno
sforzo per rifiutare il dollaro e l’euro, e chiamando le nazioni
africane ed arabe a usare una moneta comune a copertura aurea, il
gold dinar.
●A
questo punto, l’Iran è oggi uno dei pochi Stati rimasti che
dispongono di una Banca Centrale di Stato, anziché privata. È chiaro
che valute coperte dall’oro o dal petrolio nazionale, fuori della
portata dei regolatori globalisti privati, minaccia davvero il
potere della finanza occidentale che comanda e compra creando moneta
dal nulla. Queste sono le motivazioni finanziarie/economiche che
militano a favore della probabile guerra contro l’Iran.

La
lettera Segreta di Obama a Teheran: già pronta la guerra contro
l'Iran?
● Il
New York Times ha annunciato che l'amministrazione Obama ha inviato
lo scorso 12 gennaio un'importante lettera ai dirigenti iraniani
[4]. Il 15 gennaio, il portavoce del Ministero iraniano degli Affari
Esteri ha riconosciuto che la lettera è stata consegnata attraverso
tre canali diplomatici.
Nella
lettera la Casa Bianca ha dettagliato la posizione degli Stati
Uniti, mentre le autorità iraniane hanno asserito che si tratta di
un segno di come stanno realmente le cose: gli Stati Uniti non
possono permettersi di intraprendere una guerra contro l'Iran. Nella
lettera, scritta dal presidente Barack Hussein Obama, c'era un
appello degli Stati Uniti per avviare delle negoziazioni tra
Washington e Teheran al fine di porre fine alle ostilità tra i due
paesi. La lettera di Obama ha anche cercato di rassicurare Teheran
sul fatto che gli Stati Uniti non intraprenderanno nessuna azione
ostile contro l'Iran [5]. In realtà, in questo lasso di tempo, il
Pentagono ha cancellato o ritardato importanti manovre unificate con
Israele [6].
●Tuttavia, per gli iraniani, questi gesti sono senza senso, perché
le iniziative successive dell'amministrazione Obama riguardo l'Iran
hanno sempre contraddetto le sue parole. Inoltre, l'Iran ritiene gli
Stati Uniti non attacchino solo perché riconoscono che i costi di
una guerra, con un concorrente come l’Iran, siano troppo alti e le
conseguenze troppo pericolose.
●Ciò
nonostante, questo non implica che si sia evitato o che alla fine
non ci sia davvero uno scontro tra Iran e USA. Le correnti possono
andare in qualunque direzione. E ciò neppure significa che
l'amministrazione Obama non stia al momento scatenando un conflitto
per ora solo cibernetico contro gli iraniani e i suoi alleati. In
realtà, il blocco di Washington e quello dell'Iran stanno
combattendo una guerra nell'arena digitale e nelle onde televisive
che vanno fino alle valli dell'Afghanistan e alle chiassose strade
di Beirut e Damasco.
●Invece di attaccare direttamente l'Iran, gli Stati Uniti hanno dato
il via ad una guerra segreta e delegata. Le guerre per delega sono
state avviate nel 2006, quando Israele attaccò il Libano con
l'intenzione di estendere la guerra contro la Siria. La rotta che
porta a Damasco passa per Beirut, e quella verso Teheran passa
proprio per Damasco. Dopo il fallimento del 2006, comprendendo che
la Siria era l'asse centrale del Blocco della Resistenza dominato
dall’Iran, gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno trascorso i
successivi cinque o sei anni tentando di scollegare la Siria
dall'Iran.
●Washington sta esercitando pressioni psicologiche sull'Iran per
poterlo distanziare dalla Siria affinché gli Stati Uniti e le sue
coorti possano realizzare quanto voluto. Fin dal principio del
gennaio 2012, gli israeliani si stanno preparando continuamente per
lanciare un'invasione contro la
Siria
in una rivincita del 2006, mentre i funzionari dell'UE e degli USA
stanno tentando reiteratamente di negoziare con Damasco per riuscire
a svincolarlo dall'Iran e dal Blocco della Resistenza. Ma i siriani
hanno sempre rifiutato questa eventualità.
●Anche il Cremlino ha fatto dichiarazioni che corroborano l’ipotesi
che Washington voglia scollegare la Siria dal suo alleato iraniano.
Uno dei più alti funzionari della sicurezza ha annunciato che la
Siria viene punita a causa della sua alleanza strategica con l'Iran.
Il segretario del Consiglio Nazionale della Federazione Russa,
Nicolai Platonovich Patrushev, ha dichiarato pubblicamente che la
Siria è oggetto delle pressioni di Washington a causa degli
interessi geopolitici, che sono relazionati a tagliare i vincoli
della Siria con l'Iran e non a causa di una qualsiasi preoccupazione
umanitaria [7].
●L'Iran ha anche dato segnali che, se la Siria dovesse essere
attaccata, non esiterà ad intervenire militarmente in suo aiuto.
Washington non vuole che ciò accada. Il Pentagono preferirebbe
divorarsi in primo luogo la Siria, prima di porre la sua completa
attenzione nei confronti dell'Iran. Il proposito del Pentagono è di
combattere i suoi nemici uno ad uno. Gli Stati Uniti non sono ancora
preparati per intraprendere una guerra convenzionale regionale sia
contro l’Iran che contro la Siria, e arrischiarsi in una guerra
allargata agli alleati russi e cinesi dell'Iran. Tuttavia, la rotta
verso la guerra è lontana dalla sua morte. Per ora, il governo
statunitense dovrà continuare la sua guerra ombra contro l'Iran e
intensificare la guerra diplomatica, economica e mediatica
[8].
●Quindi mi sembra ancora probabile che la guerra tra Usa/Israele
contro Siria/Iran possa scoppiare. Chi vivrà vedrà.
d. CURZIO NITOGLIA
27 gennaio 2012
http://www.doncurzionitoglia.com/iran_divergenze_20120127.htm
Cfr. ANSA.it, Bruxelles, 23
gennaio 2012.
«Sull'embargo petrolifero della Ue contro l'Iran ''ci sono
prospettive positive per una decisione positiva''. Lo ha
detto il ministro degli esteri Giulio Terzi al
suo arrivo al Consiglio esteri Ue, spiegando che in questo
''l'Italia è con l'Europa''. Le sanzioni petrolifere della Ue
contro l'Iran, inoltre, saranno ''graduali'' perché il mercato
possa assorbirne l'impatto. ''Non prevediamo - ha aggiunto Terzi
- un impatto importante sull'economia globale e sulle forniture
globali''».
Cfr. Gianfranco Campa, Conflitti e
strategie [scheda fonte], 22/01/2012.
Cfr.
http://www.zerohedge.com/news/india-joins-asian-dollarexclusion-zone-will-transact-iran-rupees,
21.01.2012. Cfr. anche
Zero Hedge, 22 gennaio
2012.
[4] Elisabeth
Bumiller et al., “US sends top
Iran leader warning on Hormuz threat”,
The New York Times, 21 gennaio 2012.
[5] Mehr News
Agency, “Details of Obama’s
letter to Iran released”, 18
gennaio 2012.
[6]
Yakkov Katz, “Israel, US cancel missile defence drill”, Jerusalem
Post, 15 gennaio 2012.
[7] Ilya
Arkhipov e Henry Meyer, “Russia
Says NATO, Persian Gulf Nations Plan to Seek No-Fly Zone for Syria,”Bloomberg,
12 gennaio 2012.
[8] Cfr.
MAHDI DARIUS
NAZEMROAYA, Global
Research, Obama's Secret Letter
to Tehran: Is the War against Iran On Hold?"The Road to Tehran Goes
through Damascus"
20.01.2012.
|