“Sarà calpestato chi per paura delle critiche o della persecuzione si butta
a terra da se stesso, annacquando la dottrina. Non può essere calpestato chi
è perseguitato ma tiene il pensiero e l’anima in alto” (S. Agostino).
I fatti
● In questi giorni Benedetto XVI sta subendo una persecuzione mediatica, in
quanto Papa, per colpire in lui il Papato e la Chiesa cattolica e, si fieri
potest, cancellarla dalla faccia della terra. L’attacco è partito dal New
York Times della famiglia israelitica-americana Sulzberger. Inoltre Stephan
Kramer, segretario generale del “Consiglio Centrale degli Ebrei Tedeschi”,
ha accusato padre Raniero Cantalamessa perché aveva osato leggere la lettera
di un suo amico ebreo, il quale scriveva che l’attacco contro tutta la
Chiesa, a partire da casi di preti infedeli, poteva essere paragonato
all’antisemitismo in quanto passaggio dalla colpa personale a quella
collettiva. Idem il rabbino statunitense Gary Greenebaum. Infine il rabbino
di Roma, Riccardo Di Segni, si è detto addirittura indignato perché le
parole di padre Cantalamessa sono state pronunciate il Venerdì Santo, che è
il giorno più funesto per gli ebrei in quanto esso ha scatenato l’ondata
persecutoria e di proselitismo cattolico contro il popolo ebraico, e da
parte di chi vorrebbe restaurare nella liturgia la lingua latina di quella
Roma che ha distrutto due volte Gerusalemme. Addirittura si vorrebbe portare
il Papa in giudizio davanti ad un tribunale americano o all’Aja. Il 2 aprile
2010 l’agenzia Adnkronos ha scritto che «la questione degli abusi sui minori
da parte di esponenti della Chiesa, con le accuse rivolte al Papa sulla
vicenda da certi quotidiani, anche oggi occupa le pagine della stampa
internazionale, in particolare in Occidente. È quanto sottolinea la Radio
Vaticana che mette in luce anche i numerosi attestati di solidarietà a
Benedetto XVI. Inoltre l'emittente della Santa Sede dà particolare risalto a
quelle voci di vescovi e intellettuali cattolici, che s'interrogano sui
mandanti dell'attacco mediatico in corso e puntano il dito contro forti
interessi economici; si rileva poi che il New York Times non indaga con la
stessa forza sugli abusi sessuali nella comunità ebraica della metropoli
americana, mentre viene descritto il tentativo di estromettere la Chiesa
dalla sfera pubblica. I vescovi dell'America Latina esprimono - spiega la
Radio Vaticana - in una nota del Celam, dolore e sdegno per gli abusi
compiuti da alcuni membri del clero e nello stesso tempo manifestano la loro
completa solidarietà al Papa, che ha agito con coraggio contro questi casi
già da quando era prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede,
ma che è diventato il bersaglio di una campagna mediatica “falsa e
calunniosa”. Viene poi messo in luce l'intervento dell'intellettuale
americano George Weigel, che parla senza mezzi termini della decadenza del
New York Times, i cui redattori “hanno abbandonato ogni pretesa di rispetto
verso i più elementari standard giornalistici” trasformando quello che era
un grande quotidiano in un tabloid scandalistico fondato su menzogne e
insinuazioni».
● Questi sono i frutti del dialogo interreligioso del Concilio Vaticano II,
di Nostra aetate (1965), della “Antica Alleanza mai revocata” (1981), dei
“Fratelli maggiori e prediletti nella fede di Abramo” (1986), della volgata
sterminazionista sulla shoah riconosciuta quale conditio sine qua non per
esercitare l’episcopato nella Chiesa (2009). Speriamo che tali frutti amari
facciano riflettere il Papa e i vescovi sull’errore del dialogo e del
cedimento al giudaismo anticristiano e anti-trinitario, che hanno invaso
l’ambiente cattolico da oltre mezzo secolo. Il Vangelo ci insegna che
l’albero si giudica dai frutti che dà. Se dà buoni frutti è un buon albero e
va coltivato, ma se dà cattivi frutti o spine, è un cattivo albero e va
sradicato. Benedetto XVI è giunto ad un bivio: o risponderà forte e chiaro
ed andrà incontro a persecuzioni anche fisiche, ma salverà l’onore della
Chiesa, oppure cederà ancora ed allora sarà Dio ad intervenire pesantemente
per risanare una situazione di sbandamenti dottrinali, dogmatici e morali
che ha invaso anche l’ambiente ecclesiastico. Ad esempio, il Venerdì Santo è
un giorno funesto soprattutto per noi cristiani, poiché in tal giorno il
Sinedrio condannò Cristo a morte e la gran maggioranza della folla, gridò:
“il Suo sangue ricada su noi e sui nostri figli”. Non sarebbe opportuno
ricordarlo al rabbino Di Segni da parte del Vicario di Cristo in terra?
Quando Gesù fu schiaffeggiato da un servo di Caifa il Venerdì Santo, Egli
non porse l’altra guancia, ma disse: “se ho sbagliato, dimostrami dove ho
errato; se invece ho detto il vero, perché mi colpisci?”.
Il perché
● «Voi Siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che
cosa lo si potrà rendere salato? A null’altro serve che ad essere gettato
via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo […]. Così
risplenda la luce vostra davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere
buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli» (Mt. V, 13-15).
Questi versetti del Vangelo secondo Matteo, seguono le Beatitudini, l’ultima
delle quali recita: «Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di
essi è il regno dei cieli» (Mt. V, 11).
Per poter capire il significato della prima citazione evangelica è
necessario agganciarla alla seconda. Esse sono più attuali che mai e ci
spiegano come si sia potuti cader così in basso, offrendoci al tempo stesso
il rimedio per risollevarci.
● SAN GIOVANNI CRISOSTOMO nel suo Commento al Vangelo di San Matteo spiega
che «la persecuzione, gli oltraggi e le calunnie per causa di Cristo sarà la
sorte particolare dei suoi discepoli, sorte che i predicatori del Vangelo
dovranno attendersi ancora più di tutti gli altri» . Inoltre - aggiunge il
Santo Dottore e Padre della Chiesa - «Cristo non si è limitato a dire:
“Beati coloro che soffrono persecuzioni” a causa di Dio, ma ha anche
definito sciagurati coloro dei quali tutti diranno bene. “Guai a voi, quando
tutti diranno bene di voi” (Lc. VI, 26). […] È infatti impossibile che
coloro che sono veramente virtuosi siano lodati da tutti, senza eccezione
alcuna» .
● Ora, siccome le Beatitudini contengono degli insegnamenti assai elevati e
impegnativi, Gesù per impedire che gli Apostoli si scoraggino, li rincuora
dicendo che essi sono “il sale della terra e la luce del mondo”. Fa ciò per
mostrare che era necessario dare loro quei gravi insegnamenti che sono le
Beatitudini. Ossia, siccome essi sono “sale e luce”, è necessario che si
elevino all’altezza delle Beatitudini evangeliche, l’ultima e la più sublime
delle quali consiste nel trovare la felicità nella persecuzione, il che non
è cosa facile. Non devono perciò scoraggiarsi alla vista della difficoltà
poiché sono stati scelti ad essere “sale e luce del mondo”, ossia non solo
per salvare se stessi, ma anche per la salvezza di tutti gli uomini. Perciò
debbono prima mettere in pratica i mezzi (“poveri di spirito, afflitti,
miti, affamati di santità, misericordiosi, puri di cuore, pacifici”. Mt. V,
3-11) per ottenere la beatitudine imperfetta in terra (la grazia e la pace
con Dio) e perfetta in cielo (la visione beatifica) e poi insegnarli agli
altri ed aiutarli a metterli in pratica coi sacramenti e i consigli
spirituali. Essi non sono inviati solo ad un popolo, come i Profeti
dell’Antica Alleanza, ma a tutta la terra e a tutto il mondo. Onde debbono
possedere lo spirito delle Beatitudini evangeliche per poter insegnare,
condurre e santificare tutti i popoli della Nuova ed Eterna Alleanza.
● Quando dice “voi siete il sale della terra”, Gesù «fa capire che la natura
umana è stata resa insipida e ferita dal peccato. Per questo Egli esige dai
suoi Apostoli quelle virtù che sono necessarie per convertire molti. […]
Quando la grazia di Dio avrà rinnovato i cuori e li avrà liberati dalla
corruzione del peccato, allora li porrà in deposito nelle mani dei suoi
Apostoli; soltanto allora essi si mostreranno veramente “sale della terra”,
poiché il sale mantiene e conserva ed essi dovranno conservare negli uomini
la nuova vita della grazia soprannaturale che Cristo ha dato loro. Come è
opera di Cristo liberare gli uomini dalla corruzione dell’errore e del
peccato, così è compito degli Apostoli impedire ad essi di ricadere in
quello stato di corruzione» .
● Il “sale” che «morde e punge le piaghe» significa anche «l’insegnamento
severo […], fatto senza adulazione e non per compiacere gli uomini, ma, al
contrario, comportandosi come fa il sale […] non limitandosi ad essere
prudenti e sapienti, ma cercando di convertire gli uomini a Cristo» . Ecco
perché gli Apostoli non si devono lamentare della elevatezza e difficoltà
delle Beatitudini. Infatti, per convertire gli altri e mantenerli incorrotti
dal peccato, debbono per primi e sovrabbondantemente conoscere la verità e
praticare il bene.
● Invece, se gli Apostoli perdono il vigore o l’essere salati, perderanno se
stessi e con sé anche gli altri. «Se il sale diviene insipido, con cosa gli
si ridarà sapore? A null’altro più è buono che ad essere gettato e
calpestato dagli uomini». Se il fedele sbaglia, il maestro lo può
correggere, ma se sbaglia anche il maestro, come si può rimediare? Un
maestro che insegna l’errore e il vizio deve essere buttato fuori. Ecco
perché Gesù «dichiarò apertamente che, se gli Apostoli non erano disposti ad
affrontare le persecuzioni, sarebbe stata vana la loro elezione. Onde non
devono temere di essere calunniati; ma piuttosto di apparire adulatori,
perché così diverrebbero sale insipido» .
● Essi dovranno anche illuminare di verità tutto il mondo, «con una luce o
verità spirituale e soprannaturale, come anche il sale di cui ha appena
parlato è del tutto spirituale. Gesù parla prima del sale e dopo della luce,
per mostrare quale vantaggio proviene da parole serie e da una dottrina
severa come il sale, che consolida le anime e non permette che si rilassino
e si corrompano per poter poi essere maggiormente illuminate e istruite» .
● Riassumendo, SAN TOMMASO D’AQUINO nella Catena Aurea raccoglie i principali
commenti dei Padri ecclesiastici ai Vangeli e per quanto riguarda Matteo V,
13-15, sintetizza così: «“Il sale condisce e conserva, non lusinga di fiacca
dolcezza il palato. Occorre condire con la sana parola e con l’esempio i
popoli feriti dal peccato, mirando al sodo e alla salvezza eterna” (San G.
Crisostomo); “Gli Apostoli, che debbono conservare come il sale le altre
anime sane dalla corruzione dell’errore e del vizio, debbono porre cura a
non corrompere se stessi” (S. Ilario); “Chi perde il sapore della verità e
del bene spirituale non può infonderlo agli altri; perciò è diventato
inutile e da gettar via” (S. Ilario); “Sarà calpestato chi per paura delle
critiche o della persecuzione si butta a terra da se stesso, annacquando la
dottrina. Non può essere calpestato chi è perseguitato ma tiene il pensiero
e l’anima in alto (S. Agostino); “L’esempio condisce, l’insegnamento
illumina. Ma siccome occorre prima ben vivere e poi si può bene insegnare,
prima Gesù parla del sale e poi della luce” (San G. Crisostomo); “Come il
sale conserva i cibi, perché non si trasformino in vermi, così i discepoli
di Cristo devono opporsi al fetore della corruzione dei peccati che viene
dall’idolatria e dall’impudicizia” (Origene)».
Conclusione
Mi domando: a partire dalle novità conciliari e soprattutto dal tentativo di
giudaizzare il cristianesimo i nostri vescovi ed anche i Papi, che hanno
condotto il Concilio e lo hanno continuato e applicato nell’epoca
post-conciliare, non sono forse diventati insipidi e poco luminosi? Penso
proprio di sì. Tuttavia è Dio che ha fondato la Chiesa e la assiste anche in
mezzo alle tempeste. Egli nella sua saggezza infinita, unita alla sua
misericordia e giustizia, saprà trovare il modo per trarre il bene dal male,
come fece dopo il triplice rinnegamento di Simon Pietro. Penso che questi
ultimi attacchi, avvenuti dopo l’ennesimo annacquamento del Vangelo durante
la visita di Benedetto XVI alla sinagoga romana (17 gennaio 2010), siano il
segno che l’ora del calvario e della risurrezione si avvicina. Mala tempora
currunt, sed bona tempora veniant! Tuttavia la strada che porta alla
risurrezione è quella del calvario. Solo morendo si rinasce a miglior vita.
Solo accettando la persecuzione si può essere sale e luce del mondo. Si deve
prima vivere le Beatitudini per poter poi insegnare senza lusinghe né
adulazioni le verità esigenti e impegnative e preservare le anime dal
peccato per mantenerle in grazia di Dio.
D. CURZIO NITOGLIA
20 aprile 2010
http://www.doncurzionitoglia.com/sale_insipido.htm