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“Se devo dire due verità e
mi si costringe a dirne una sola, mi si obbliga a mentire” (Gaetano
Salvemini).
Fine di una civiltà?
Il 1° settembre 1939 la Germania invade la Polonia. Il 3 settembre
l’Inghilterra e la Francia dichiarano guerra alla Germania. Nell’aprile
del 1945 l’Europa è semidistrutta materialmente e culturalmente:
bombardata a tappeto e divisa in due dal supercapitalismo statunitense e
dal supercollettivismo bolscevico. È l’inizio della fine
(speriamo non definitiva) delle ultime tracce di una civiltà,
quella greco-romana, arricchita ed elevata all’ordine soprannaturale
dalla cristianità: vale a dire la filosofia metafisica
platonico-aristotelica, il diritto e l’etica naturale romana
(Cicerone-Seneca), più la teologia patristica (S. Agostino) e scolastica
(S. Tommaso d’Aquino). La ‘contro-filosofia’ sensistica anglo-americana
e/o materialistica sovietica hanno cercato, ed in massima parte vi son
riuscite, di distruggere le vestigia della civiltà classica e cristiana,
sia naturalmente tramite la falsa filosofia e sia
preter-naturalmente tentando di “abbattere i bastioni” della
cristianità, mediante la falsa teologia neomodernistica, che sprofonda e
deforma la filosofia moderna e postmoderna, nella infera nouvelle
théologie antropocentrica e panteistica. Lo stato dell’Europa
post-bellica è lacrimevole, la sua parte centro-orientale, con oltre 100
milioni di cristiani, (Berlino, Vienna, Praga, Budapest) è sotto il
tallone del comunismo stalinista “intrinsecamente perverso” (Pio
XI, Divini Redemptoris, 1937), “ateo e materialista” (Pio
XII, Discorso agli operai italiani, 1° maggio 1953),
l’altra metà è corrotta dall’edonismo consumistico del supercapitalismo
anglo-americano, che sfocerà nel Sessantotto.
Danzica non vale una guerra
mondiale
Oggi si dice comunemente che tutta la colpa del secondo conflitto
mondiale è stata solo di Hitler, il quale ha invaso la Polonia
obbligando, così, Inghilterra e Francia a dover scendere in campo. Ma le
cose stanno esattamente così come ce le presentano? Davvero Hitler è il
“Male assoluto”?, le democrazie plutocratiche e giudaico-massoniche
occidentali il “Bene assoluto”? Il bolscevismo è soltanto un errore di
crescita del marxismo, dovuto all’imperizia di Stalin, che contiene in
sé molti germi di verità ed un sincero anelito alla giustizia sociale?
Non mi sembra. Dal punto di vista teoretico ho già affrontato, in questo
stesso sito, tali temi. Ora cercherò di pormi e sollevare qualche
dubbio, interrogativo e domanda dal punto di vista storico. Spero mi sia
concesso, senza essere lapidato come nazista e “malvagio assoluto”… La
prima domanda che mi sorge spontanea è quella dell’invasione della
Polonia a causa di Danzica. Essa al 95 % era tedesca, ma dopo la prima
guerra mondiale, col Trattato di Versailles era stata sottratta alla
Germania e data alla Polonia. Ora la piccola città di Danzica (circa 400
mila abitanti) valeva una guerra? I suoi abitanti, essendo tedeschi
volevano ritornare a far parte della Germania. L’Inghilterra, la Francia
e dietro loro l’America, entrarono in guerra solo per difendere Danzica?
L’Urss occupò forse mezza Polonia per difendere Danzica dall’aggressione
nazista?
“Europa delenda est”
In realtà il vero problema, per le democrazie occidentali come per il
bolscevismo orientale, non era Danzica né la Polonia, ma era quello di
fermare il nascere e il diffondersi di quei movimenti autoritari, che
andavano sorgendo in quasi tutta l’Europa (Italia, Germania, Portogallo,
Spagna) e che impedivano al materialismo borghese anglo-americano e a
quello proletario sovietico di distruggere la civiltà classico-cristiana
europea, per potere poi dare l’ultimo assalto alla Chiesa. Tra tutte
queste Nazioni, quella più forte militarmente ed economicamente era la
Germania. Essa andava distrutta per far crollare con essa tutte le altre
e quindi la vecchia Europa. Essa inoltre presentava anche, ma non
soltanto ed unicamente, delle concezioni tipicamente nordiche e
neopagane, che si allontanavano dalla mentalità mediterranea,
classico-cristiana e quindi potevano essere sfruttate ed estremizzate
esageratamente, per fare della Germania una sorta di mostro, di “Male
assoluto” o di cancro da estirpare dall’Europa. È certo che Hitler
invase e annesse manu militari parecchie popolazioni, nazioni e
città europee (Sudeti, Austria, Cecoslovacchia,
e Danzica, non tutta la Polonia, che fu invasa anche dall’Urss, con la
quale l’America, la Francia e la GB si allearono, senza dichiararle
guerra per l’invasione della Polonia; mentre la dichiararono alla
Germania per essersi riappropriata di Danzica), ma questa è la prova che
il Führer volesse veramente conquistare il mondo intero o l’intera
Europa? Non mi sembra.
Hitler è il “Male assoluto”?
Certamente si può non approvare, quanto al modo, le annessioni di alcune
Nazioni (Sudeti, Austria, Cecoslovacchia) da parte di Hitler, anche se
alcune di esse erano state sottratte, ingiustamente con l’iniquo
Trattato di Versailles, in buona parte alla Germania dopo il 1918. Ma
tale disapprovazione, implica ipso facto la riprovazione totale
di Hitler e del III Reich come il “Male assoluto”? Questo non mi sembra
evidente, anzi mi pare che sussista un “ragionevole dubbio”, che
impedisca la condanna senza appello dell’accusato. Quindi ci si può
chiedere, senza paura di venir condannati come neo-nazisti, se sia
possibile ristudiare e rivisitare tale epoca e tale persona storica
(e non mitologica, “diavolo incarnato-male assoluto”) con
obiettività, senza pregiudizi e mettendo in chiaro le ombre ed anche le
luci, se e ove risultino essere presenti. Veramente Hitler pensava di
poter conquistare Urss, Usa e satelliti e non vice-versa? In tal caso
non si capisce come abbia permesso all’esercito inglese di lasciare sano
e salvo la spiaggia di Dunkerque e rientrare in Patria quando avrebbe
potuto distruggerlo sulla battigia francese; perché abbia chiesto o
offerto la pace alla Gran Bretagna ben due volte dopo la caduta della
Polonia e della Francia, proponendole di fare fronte comune contro
l’Urss. Hitler non ha voluto invadere l’Alsazia, poiché avrebbe
significato dichiarare guerra alla Francia, ha dovuto invece invadere la
Francia nel 1940 dopo che questa gli aveva dichiarato guerra il 3
settembre 1939 e non ha voluto raderla al suolo, come l’ala estrema del
nazionalsocialismo gli chiedeva. In realtà la guerra tedesco-polacca,
era un ‘conflitto locale’, dovuto alla legittima pretesa tedesca
di riavere Danzica e il corridoio, che partiva da questa cittadina sul
mare separando in due la Germania. Tale piccolo ‘conflitto locale’
divenne europeo e poi mondiale, prima grazie alla dichiarazione di
guerra di Inghilterra e Francia alla Germania (3 settembre 1939) e poi
quando l’America di Roosvelt ordinò il 12 settembre 1941 di affondare
qualsiasi nave da guerra tedesca, che avesse incrociato sui mari. Per
quanto riguarda la “martoriata” Polonia, occorre ricordare che
essa ha anche martoriato gli altri Paesi limitrofi. Infatti era
stata per molto tempo sotto il governo Russo zarista, fu ristabilita
come Nazione indipendente proprio in funzione anti-zarista dalla
Germania e dall’Austria nel 1916, durante la prima guerra mondiale. Come
ricompensa l’esercito polacco, grazie all’appoggio della Francia, iniziò
ad impossessarsi di alcune province tedesche (Alta Slesia, Prussia
occidentale), dopo che la Germania aveva perso la guerra. Al Trattato di
Versailles venne dato alla Polonia un corridoio per giungere al Mare
Baltico assieme a varie aree della Prussia occidentale. Questo corridoio
che sfociava a Danzica, porto sul Mar Baltico, divideva in due la
Germania ed inoltre la Prussia orientale veniva totalmente isolata dalla
Germania, pur restando tedesca, di modo che la Prussia occidentale fu
incamerata dalla Polonia e quella orientale fu separata dalla Germania.
Hitler aveva sùbito capito il rischio per la Germania e l’intera Europa,
rappresentato dall’Urss ed avrebbe voluto un’alleanza con la Polonia, in
funzione antisovietica, così nel 1934 firmò un patto di non-aggressione
con la Polonia, la quale aveva approfittato, non proprio correttamente,
anche della sconfitta dell’impero russo zarista per appropriarsi delle
province bielorusse ed ucraine, allargando i propri confini a “destra” e
a “sinistra”, con molta elasticità morale. Quindi, se la Polonia fu
invasa poi anche dall’Urss in realtà è stata prima lei ad occupare
territori russi, come tedeschi e non ha voluto renderli al legittimo
proprietario che li richiedeva, almeno quanto alla Germania. Ora, mentre
alcuni dirigenti più oltranzisti del III Reich e soprattutto del Partito
nazionalsocialista avrebbero voluto riprendere la totalità delle terre
allora polacche, che prima del 15-18 appartenevano alla Germania, Hitler
si accontentava di riavere la Prussia occidentale e di riunire al III
Reich quella orientale, eliminando il fastidioso corridoio di Danzica,
che divideva la Germania in due. Purtroppo la Polonia si ostinò,
appoggiata dall’Inghilterra, per poter arrestare l’ascesa tedesca sulla
scena europea. Lì iniziò la pressione degli Usa sulla GB per bloccare la
Germania costringendola ad una guerra europea e poi mondiale, nella
quale schiacciata ad oriente dall’Urss e ad occidente dalla GB sotto la
protezione americana, il III Reich non avrebbe potuto sopravvivere. In
effetti l’Inghilterra, dietro imput degli Usa e
dell’internazionale ebraica, spinse la Polonia a provocare la Germania,
attraverso atti di violenza contro i tedeschi che vivevano nel
territorio ceduto durante il Trattato di Versailles alla Polonia. Gli
“Alleati” pensavano che un’invasione tedesca della Polonia avrebbe
scatenato una rivolta interna alla Germania, la quale avrebbe fatto
cadere il III Reich. Ma non fu così. Perciò si esasperò la tensione e la
Germania entrò in Polonia il 1° settembre del 1939 senza aspettarsi
l’entrata in guerra di Inghilterra e Francia. Inoltre siccome i servizi
segreti tedeschi erano ampiamente a conoscenza del piano di Stalin di
invadere la Germania nel luglio del 1941, Hitler fu obbligato ad
attaccare per primo e inaspettatamente il 22 giugno del 1941, con la
speranza di cogliere di sorpresa l’esercito bolscevico e di scompaginare
i suoi piani, vista l’enorme di sproporzione di mezzi, di uomini e di
territorio che esisteva tra Urss e Germania.
L’Operazione Barbarossa
Per quanto riguarda l’invasione dell’Urss, uno storico russo
Viktor Suvorov, collo
pseudonimo di Vladimir Bogdanovich
Rezun ha scritto un libro, intitolato “Il giorno M”,
tradotto dal russo in tedesco e pubblicato delle Edizioni Klett-Cotta di
Stoccarda nel 1995.
In esso l’autore dimostra che quando Hitler invase l’Unione Sovietica il
22 giugno del 1941 lo fece per anticipare l’imminente invasione
bolscevica della Germania, pianificata sin dal 19 agosto del 1939 da
Stalin per il 6 luglio 1941, e intercettata dal controspionaggio
tedesco. Il Maresciallo e Capo di Stato Maggiore dell’Urss Boris
Shaposhnikov, d’accordo con Stalin e sotto la sua diretta supervisione,
aveva iniziato ad addensare le truppe sovietiche verso la Germania sin
dal 1939 e nel 1941 si stava ultimando il progetto d’invasione con una
sproporzione di 10 a 1 a favore dell’Urss. Solo un contrattacco
improvviso avrebbe potuto salvare la situazione. La guerra contro la
Russia in realtà fu di difesa e non aggressiva. Ciò mostra che Hitler
non aveva nessun piano di conquista del mondo né dell’Europa, non ne
avrebbe avuto la forza, ma solo rivendicava il legittimo possesso di
quelle terre ingiustamente tolte alla Germania nel Trattato di
Versailles. La Francia e l’Inghilterra fecero della conquista locale
della cittadina di Danzica una guerra europea, per egemonizzare il
Vecchio Continente Europeo. L’Unione Sovietica e gli Usa nel 1941 (6
luglio/12 settembre) la fecero divenire mondiale, per spartirsi il
mondo, come poi avvenne a Yalta a discapito della stessa Inghilterra e
Francia. La Russia, inoltre, non si sarebbe fermata alla sola Germania,
ma avrebbe conquistato ciò che dopo ottenne dall’Inghilterra e
dall’America a Yalta e secondo Suvorov si sarebbe spinta sino a Parigi e
Roma. È per questo motivo che in Europa forse si dovrebbe
“ringraziare” Hitler. Egli riuscì a sbaragliare, nei primi mesi di
guerra, l’esercito russo 10 volte più grande del germanico, sia per la
sorpresa sia perché i sovietici si preparavano ad invadere il 6
luglio e furono impreparati a difendersi il 22 giugno. Mai Stalin
avrebbe immaginato che Hitler avrebbe aperto un secondo fronte ad est,
dopo la dichiarazione di guerra anglo-francese ad ovest. Invece la
Germania fu obbligata per difendersi ad attaccare ed aprì il famoso
“secondo fronte”, reputato dalla vulgata post-bellica del nazismo come
“Male assoluto” una prova della pazzia aggressiva di Hitler, che in
realtà è inventata ad artificio, un pazzo non sa governare se stesso e
a fortiori non sarebbe capace di risollevare una Nazione
fortemente “depressa” nel giro di qualche anno e di portarla al vertice
dell’Europa. Nonostante la Germania abbia distrutto in pochi mesi il 75
% della capacità bellica sovietica, il 25 % di essa situato negli Urali
e in Siberia rimase intatto e grazie all’aiuto economico dell’America,
che poi nel 1942 entrò in guerra, Stalin riuscì a ribaltare la
situazione iniziale. È stata veramente “la guerra dell’oro contro il
sangue e il suolo”.
“Vodka-Cola”
●Come mai Urss e Usa-GB si son trovate unite contro l’Europa? Per quanto
riguarda la Russia bolscevica lo si capisce facilmente, invece si resta
perplessi quanto all’azione anglo-americana contro la civiltà europea
assieme all’orso sovietico. Se si studia, però, con accortezza la
nascita dell’Urss nell’ottobre del 1917, si arriva a capire il legame,
profondo e nascosto, tra supercapitalismo occidentale e
supercollettivismo orientale. La storiografia recente ha dimostrato,
grazie a documenti consultati e citati, che 1°) i bolscevichi
sono stati finanziati dalla Germania, durante la prima guerra mondiale,
per far crollare la Russia zarista. 2°) Inoltre anche gli Usa
finanziarono i bolscevichi, apparentemente, in funzione anti-tedesca, ma
realmente essi continuarono a finanziare anche la Germania, poiché Usa e
Germania erano eterodirette da uno stesso club di alti finanzieri
apolidi e cosmopoliti israeliti. Cerco di riassumere ed offrire le prove
al lettore.
●Aleksandr Solgenitsin nel
suo Lenin a Zurigo (Milano, Mondadori, 1976) spiega il ruolo che
l’alta finanza ebraica ha avuto nella rivoluzione bolscevica
dell’ottobre 1917. Egli parla del famigerato Aleksandr Israel Helphand
detto ‘Parvus’ (1867-1924), che nel 1915 iniziò le trattative col
Ministero degli Esteri della Germania per sollevare una rivoluzione in
Russia.
Parvus, alias Israel Elphand, suggerì a Trotzky la teoria della
“rivoluzione permanente”, finanziò il giornale di Lenin, gli fece
ottenere i finanziamenti della Germania (ivi, p. 131 e 133)
equivalenti a 30 milioni di marchi oro ed infine organizzò il suo
viaggio di ritorno in treno da Zurigo in Russia il 17 aprile 1917. Anche
Trotzky raggiunse la Russia essendo salpato dagli Usa il 27 marzo del
1917 a bordo della Christiana Fiord, munito di passaporto
americano fattogli ottenere dal Presidente Woodrow Wilson.
Inoltre sempre l’America, tramite Boyce Tompson direttore sin dal 1914
della Federal Reserve Bank di New York, finanziò sia Kerensky che
i bolscevichi.
Onde la rivoluzione comunista in Russia fu finanziata dalla Germania e
dagli Usa, che si servirono della Nya Banken svedese fondata
dall’ebreo russo Olof Aschberg nel 1912 e della Warburb Bank
tedesca, fondata ad Amburgo dalla famiglia israelitica dei Warburg nel
1798, i cui rampolli si erano trasferiti in Usa ed avevano sposato le
figlie dei grandi banchieri ebrei americani Loeb e Schiff, dai quali era
nata la banca Khun, Loeb & Co.
Conclusione: la propaganda
prevale sulla verità; il mondialismo sulla civiltà
●“Se dici una bugia una sola volta, è una bugia se la ripeti
continuamente diventa vera” (proverbio genovese). Il proverbio è
confermato dalla scienza. Infatti la rivista “Sociological Inquiry”
(n.° 2, 2009, pp. 142-162) documenta l’efficacia della propaganda,
specialmente quando si tratta di “grandi mistificazioni”. Là ove le
piccole bugie falliscono, i regimi riescono a cavarsela con grandi
imposture. Secondo i ricercatori sociologi, specialmente l’emotività
ed il sentimentalismo giocano un ruolo importante nelle credulità
alla vulgata ‘politicamente corretta’. “È più facile denunciare qualcuno
che dice la verità piuttosto che un potere il quale mente, poiché la
maggior parte degli uomini ha più fiducia nel potere costituito che
nella verità”. L’uomo de jure è un animale razionale, ma
praticamente si lascia facilmente manipolare dai pregiudizi
sentimentali, che appagano la sua tranquillità di non dover sforzarsi a
cercare la verità ed andare contro corrente. L’uomo ha paura di cercare
e seguire la verità (“labor certaminis”), soprattutto se essa lo
porta ai margini della società costituita (“horror difficultatis”).
La mente veramente aperta al reale e al vero è rara, ai giorni nostri
rarissima.
●Oggi, dopo la rivoluzione bolscevica (1917) e la disfatta dell’Europa
(1945-1989) per mano di quegli stessi che ordirono la prima, assistiamo
all’avanzata parossistica del mondialismo e della globalizzazione. Se
Usa e Urss nel corso del XX secolo si sono sempre tenute la mano per
abbattere Europa e Chiesa, tramite l’alta finanza e il giudaismo
internazionale, ora constatiamo che i veri “padroni di questo mondo” non
sono i governi nazionali, i politici, ma i gruppi multinazionali,
anonimi e apolidi, dell’alta finanza e dell’industria.
Ieri essi complottavano segretamente e dietro le quinte, adesso fanno
tutto alla luce del sole. Mai come oggi vale il proverbio “sopra la
Banca la Patria campa, sotto la Banca la Patria crepa”, esso è violato
sistematicamente e per principio e porta già i suoi amari frutti di
crisi e miseria su scala mondiale, a partire dagli Usa che erano il
“paradiso economico in terra” e son diventati un “purgatorio” fondato
sulle cambiali. Il progetto si è avverato, l’Europa è oramai un ente di
ragione privo di spessore reale, intellettuale, morale e spirituale.
Tuttavia, per chi ha la Fede, la promessa di Gesù “Portae inferi non
praevalebunt” è un segnacolo di speranza e persino di certezza nella
ripresa intellettuale, morale e spirituale della Chiesa e della Vecchia
e Saggia Europa, contro la tracotanza dei nuovi barbari “Vodka-Cola”,
che a differenza degli antichi Germani non vogliono imparare dall’Europa
ma solo demolirla, per sprofondarla nell’abisso del nulla (Sessantotto).
Perciò se vogliamo risorgere dobbiamo ritornare alle nostre fonti
naturali (filosofia classica greco-romana) e soprannaturali (teologia
patristica e scolastica), poiché “la grazia presuppone la natura, la
perfeziona e non la distrugge” (S. Tommaso d’Aquino),
solo allora assisteremo al trionfo di Roma eterna sulla “sinagoga di
satana” (Apoc. II, 9).
d. Curzio Nitoglia
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