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Il Ministro degli
Esteri e degli Emigrati, della Repubblica Araba di Siria, Walid
al-Moallem
con il Ministro degli
Esteri russo Sergei Lavrov
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“Si
sta facendo circolare la voce – ripresa da ‘DEBKA’, il megafono dei
servizi israeliani – che Mosca non sostiene più Assad e il suo
regime e sostiene appieno la missione dell’inviato dell’ONU Kofi
Annan”.
“Se viene dichiarata guerra all’Iran, […] è probabile ne
scaturisca la Terza Guerra Mondiale. Mentre non c’è dubbio che gli
Stati Uniti e quindi il resto della NATO seguiranno le orme di
Israele, la Russia si schiererà probabilmente dalla parte opposta.
Cina ed India seguiranno presumibilmente la Russia. Uno scontro
diretto fra queste potenze mondiali è in grado di produrre più
distruzioni delle due precedenti guerre mondiali messe insieme”.
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●L’Europa verso la fine di maggio ha espulso gli ambasciatori della
Siria, preludio di più severe misure. Dopo il massacro di Houla,
che, secondo la stampa politicamente corretta, sarebbe colpa
esclusiva del regime siriano anche la Francia del neo Presidente
socialista Hollande ha chiesto la guerra.
●Tuttavia il fronte europeo non esprime posizioni compatte. Guido
Westerwelle, il Ministro tedesco degli Esteri, ha commentato le
parole di Hollande, che non aveva escluso l'eventualità di un
intervento militare: opzione che «non c'è motivo di prendere in
considerazione», ha detto il Ministro tedesco.
●Bibi Netanyahu, il premier israeliano, dice la sua: lo «spaventoso»
eccidio è stato fatto da Hezbollah e dagli iraniani, che hanno
mandato uomini in Siria. Conclusione di Bibi: «Il mondo deve agire
contro l’Iran per queste uccisioni». Bisogna bombardare
l’Iran. “Syria-Palestina delenda est!”.
●Gli ambasciatori siriani sono stati espulsi dall’Europa, senza che
alcuna prova sugli autori del massacro sia stata portata a loro
carico. Eppure è chiaro che il regime, per quanto spietato nel
reprimere la rivolta, non avrebbe nessuna convenienza a compiere
un simile eccidio proprio nel giorno in cui il
comandante della missione Onu, il generale norvegese
Robert Mood,
il capo degli osservatori ONU, mandati in Siria nel quadro del
tentativo di mediazione di Kofi Annan, si apprestava a fare il
suo rapporto sull’avanzamento del piano Annan davanti al Consiglio
di Sicurezza.
●Il tentativo di aggressione militare alla Siria - contrariamente
a quanto ci hanno raccontato la radio e la televisione - è
stato bloccato dalla Russia, che ha chiesto
almeno di sentire, prima, il generale Robert Mood, capo degli
osservatori dell’ONU.
Dmitrij Peskov, portavoce di Vladimir Putin, ha chiarito ieri che
la linea seguita finora non muterà negli incontri di domani tra
il presidente russo e i leader di Germania e Francia, Angela Merkel
e François Hollande. Peskov ha poi definito «poco appropriate» le
pressioni esercitate su Mosca: «Nessuno ha informazioni certe
- ha ripetuto riferendosi al massacro di Houla, e non ci si dovrebbe
far trasportare dalle emozioni in un momento simile». Decisa a
non privare Assad del proprio appoggio, per non perdere il controllo
della situazione a Damasco, la Russia ripete che filo-governativi e
insorti condividono la responsabilità dell'eccidio di venerdì scorso.
●Inoltre persino la Casa Bianca risponde sorprendentemente con un no
al disegno israeliano di attacco bellico alla Siria. La «ulteriore
militarizzazione» della Siria porterebbe «altro caos e altro
carnaio», dice Jay Carney, il portavoce della casa Bianca. Il
presidente Obama «intende continuare a lavorare con il Consiglio di
Sicurezza ONU e con l’inviato Kofi Annan dell’ONU per premere sul
leader siriano Bashar al-Assad».
●Si fa circolare in occidente la voce – ripresa da ‘DEBKA’, il
megafono dei servizi israeliani – che «Mosca non sostiene più Assad
e il suo regime e sostiene appieno la missione dell’inviato dell’ONU
Kofi Annan». Insomma si fa passare come novità, anzi come una
svolta, quella che è la costante posizione russa sulla questione
siriana: non si tratta di sostenere l’uno o l’altro, ma di
sostenere il piano Annan, che Mosca è stata la prima a volere.
●Una cosa è dunque chiara: Barak Obama non vuole a nessun costo
arrivare alle elezioni di novembre del 2012 con un’altra guerra in
corso. E manda segnali a Mosca, che sono nella linea di quando,
qualche settimana fa, a microfoni creduti spenti, disse a Medvedev
di riferire a Vladimir Putin di pazientare, «perché è la mia ultima
elezione, e dopo sarò più libero», non dovendo essere rieletto.
Riuscirà Obama a resistere alle pressioni della lobby
israelo-americana per poter essere rieletto senza voler piegarsi ai
suoi desideri?
●Per Obama, ormai, la Siria è una questione elettorale, interna. E
il suo vero nemico è il candidato-rivale Mitt Romney che
(consigliato dai suoi consiglieri neocon) lo accusa di continuo di
debolezza sulla Siria, e lo sfida ad armare i ribelli i quali sono
già armati da gruppi di potere americani: gruppi che non rispondono
alla Casa Bianca. Almeno non alla Casa Bianca di Obama.
●Che
questi gruppi, sponsorizzati dalla potenza economico-politica
dell’ebraismo americano, tentino dunque una ulteriore forzatura per
rendere ineluttabile «l’intervento armato umanitario», è il vero
pericolo; Purtroppo Hollande, Mario Monti e gli inglesi sono
schierati con tali gruppi. Ed è possibile che lo facciano per un
motivo tutto interno americano: favorire il candidato più neocon che
offra la piazza, e questo ci dice da chi è governata realmente
l’Europa, tranne la Germania.
●Forse i bambini di Houla sono stati uccisi per silurare la seconda
presidenza Obama troppo fredda verso Israele, e per dar luogo ad una
replica siriana della Libia. Tuttavia la Siria non ha disarmato come
aveva fatto Gheddafi. Quindi, anche data la vicinanza di Libano,
Iran e Russia, la soluzione della guerra non sarà la stessa che in
Libia.
●Se
da una parte la Siria durerà più a lungo della Libia e dell’Egitto,
è poco probabile che riesca da sola a resistere molto a lungo,
soprattutto dopo l’accettazione di osservatori ONU
all’interno dei propri confini e dato il sempre maggior crescente
sentimento favorevole alla guerra da parte dei governi occidentali.
●Se viene
dichiarata guerra all’Iran, sia dalle potenze occidentali o da
Israele, è probabile che ne scaturisca la Terza Guerra
Mondiale. Mentre non c’è dubbio che gli Stati Uniti e quindi il
resto della NATO seguiranno le orme di Israele, la Russia si
schiererà probabilmente dalla parte opposta. Cina ed India
seguiranno presumibilmente la Russia. Uno scontro diretto fra
queste potenze mondiali è in grado di produrre più distruzioni delle
due precedenti guerre mondiali messe insieme.
d. CURZIO NITOGLIA
4 giugno 2012
http://www.doncurzionitoglia.com/siria_russia_usa_change.htm
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Cfr.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-31/siria-mosca-blocca-063956.shtml
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